Fantaprevisioni

STAGIONE 2018-2019(SALVI)

TOTTINHAM HOTCLUB

Il campione è in agitazione causa ambientazione che ha il sapore della retrocessione. In una confessione a cuore aperto, infatti,ci ricorda che l'ultimo mercato a Pescasseroli fu un funesto prologo alla sua clamorosa caduta agli inferi. Sarà per questo che affronta l'asta con la stessa circospezione di un cerbiatto sul ghiaccio. Tende a non tirare troppo la corda nelle grandi aste, sicuro che il suo Dzeko non lo deluderà. Assume quindi il classico atteggiamento del gatto che attende il topo uscire dalla tana. Questo spiega l'acquisto di Soriano, cavallo di ritorno dall'esperienza spagnola al Villareal. Conferma la sua passione cinefila con Ettore Can prelevato ad un prezzo che spera uguale alla sua media voto 6,5. Per gestire tutti questi animali chiama Pastore, nuovo centro emozionale dei cuori giallorossi. Sottrae a caro prezzo alle voraci attenzioni di Melissa Satta Boateng e ha fiducia nel recupero post doping di João Pedro. Il suo ambizioso centrocampo prosegue con un po' di Juve Matuidi e con le conferme di Giaccherini e Under invano rincorso da Bundesfiga. La difesa poggia sulle solide spalle di Koulibaly a cui aggiunge un altro talento di ritorno Criscito,espatriato in quella San Pietroburgo che ora sta visitando e da cui ha prelevato anche la scommessa Rigoni a centrocampo. Il suo inaspettato interesse per la Juve lo porta al duo Chiellini-Benatia, il suo amore per le scommesse all'esotico Trost-Ekong. Con soli 7 difensori sarà quasi obbligato ad una difesa a 3 ma questo gli permette di sbizzarrirsi con l'attacco dove conferma Defrel, sperando che la sua rinascita si accompagni a quella di Destro. Conferma l'infettato Ilicic dopo averlo subdolamente offerto a 5 euro al povero Bundesfiga e si accaparra la certezza Callejon e la speranza Verdi. La squadra è ottima e la mano che la guida forte ed esperta. L'unico granello di sabbia in questo ingranaggio potrebbe essere il portiere scelto per mere questioni di tifo: " Sono 15 anni che ho i portieri della Roma".

Miglior acquisto qualità-prezzo: Criscito. Peggiore: Can. Previsione: podio sicuro.

 

ANTARA CLUB

Prova ad accattivarsi la simpatia di tutti, offrendo simpatici ed icastici segnaposto, sperando poi di passare all'incasso proponendo l'ennesima abrogazione del fattore campo, ma si sa, la riconoscenza non è di questo mondo. Irritato, conduce un'asta nervosa alla ricerca di quell'intuizione che si materializza ben presto con Pjaca. La coppia porno old-young Simeone-Quagliarella si accompagna stranamente a Chiesa e con De Paul Toloi e Pezzella completa quelle conferme che dovrebbero rappresentare la spina dorsale della squadra. La perdita di Immobile lo obbliga a cercare un'altra dimora del gol. Ne sceglie una piccola e graziosa Dybala, a rischio turnover però, visto l'ingombrante arrivo di Ronaldo. In attacco punta sui ritorni dei bizzosi Gervinho e Zaza in difesa sull'esperienza di Rodriguez e Srna. Nonostante il suo romanismo spinto spende quasi 3 euro per Marusic contando sulla sua indiscussa titolarità. In porta protegge i tuffi dell'ambitissimo e costosissimo Handanovic con la ragnatela dell'uomo Cragno. Il punto debole sembra il mediocampo. L'unico nome che stimola la fantasia potrebbe essere Stulac che risulta il più costoso del reparto. La squadra sembra più debole dell'anno scorso e la sua guida esperta, rotta ad ogni imprevisto, potrebbe non bastare per restare ai vertici e a scucire lo scudo al suo amico-nemico Tottinham. Urgono rinforzi a gennaio per fortuna la cassa è piena.

Miglior acquisto qualità prezzo: Pjaca, peggiore: Marusic. Previsione: centroclassifica

 

REAL ZAMPONARE

Dopo la doccia scozzese degli ultimi due anni, prima doblete Campionato e Champions poi retrocessione più o meno con gli stessi titolari, è costretto a cambiare nome. Ispirato dalle 3 Champions di fila del Madrid sceglie un prefisso Real a cui aggiunge uno Zamponare poco consono all'atmosfera estiva dell'asta di inizio stagione (nonostante l'ambientazione montanara). Con sole 4 conferme è costretto a costruire il suo palazzo quasi per intero, ma rassicura i suoi tifosi con la t-shirt "non vendiamo fumo". Conferma quindi la sicurezza Higuain a 36 euro, si affida alle taglie forti Zapata e Mandzukic e scommette sulla conferma di Antenucci e la rinascita di Berardi. Prosegue fra confusione "Dybala è attaccante o centrocampista?" e disperazione " ma chi ce stamo a contende!". Come al solito abbonda in centrocampisti, scegliendo soprattutto zingari Lulic e Brozovic e kebbabari Khedira e il confermato Calhanoglu. Il reparto si arricchisce del talento di Bernardeschi e del nuovo ruolo di Hamsik regista di costruzione e non più mezzala da incursione. Per non smentire se stesso, spende poco per la difesa che pare presa agli Ansaldi di fine stagione. Vi aggiunge però un tocco di cultura con la letteratura di Vitor Hugo e il cinema di Miranda. In porta spazio al terzetto del Napoli che Ancelotti potrebbe far girare a volontà. La rosa presenta qualche Ospina ma dovrebbe essere abbastanza profumata. 

Miglior acquisto qualità-prezzo: Khedira, peggiore: Hamsik. Previsione: centroclassifica-podio

 

WILD WOLVES

Costretto a cambiare nome a causa dell' ennesima retrocessione e a sorbirsi 150 km di macchina con a fianco il logorroico Bundesfiga, cerca subito di dimenticare la drammatica esperienza catturando l'animale più bello di questo safari calcistico. L'ambito Ronaldo prende quindi la strada dei Lupi sperando che il fenomeno portoghese balli al ritmo del gol. La spesa, contenuta sotto la soglia psicologica dei 50 euro, gli lascia spazio per dedicarsi al suo reparto preferito la difesa. Costruisce un tris super aggiungendo al confermato Skriniar lo stantuffo serbo Kolarov e il figliol prodigo Bonucci tornato a casa Juve. Tuttavia il resto delle scelte fa un po' discutere. Va bene cercare gloria con il guizzante Stepinski, l'intrigante Pyatek, il bomber di B Caputo e il figlio d'arte Kluivert ma il centrocampo (dove ha già perso Strootman) è fatto da piedi grossi e cervello assente, eccezion fatta per il talento di Pjanic strappato ad un Bundesfiga che per il bosniaco avrebbe aggirato l'embargo juventino. Si riprende l'amato De Rossi e ribadisce la sua romanistitudine con il campione del mondo Nzonzi e la conferma del faraone El Shaarawi. In porta si affida ad un ritrovato Sirigu e a nonno Sorrentino. Nonostante il gioiello portoghese si rende conto di non aver scalpellato una statua a regola d'arte, il fantasma della retrocessione potrebbe tornare a spaventarlo.

Miglior acquisto qualità-prezzo: Caputo, il peggiore: Kolarov. Previsione: centroclassifica-retrocessione.

 

BUNDESFIGA

Nonostante si sia salvato con un certo agio, a scorno delle funeree previsioni della cassandra di turno, affronta l'asta con una certa dose di fatalismo.Interessato ai sapori del luogo da gustare più che ai giocatori da comprare, si limita, almeno agli inizi, a chiamare i pezzi da novanta senza avere la minima intenzione di acquistarli. L'acquisto di Belotti rappresenta quindi uno strano scherzo del destino figlio di una valutazione troppo superficiale sulla sua effettiva attrattività. Sborsati ben 35 euro per il Gallo, si vede costretto a ridimensionare i suoi obbiettivi, perdendo la chance di accaparrarsi il nuovo Eto'o Barrow dopo una ruvida asta con il Millwall e rinunciando al suo fedele Jack Bonaventura dopo aver preso Bakayoko al solo scopo di assicurarsi contro impreviste panchine del suo pupillo. Trema per la possibile partenza del suo amato Ljajic ma si consola con il più antijuventino di tutti Nainggolan, strappato al Millwall che lo aveva puntato perchè non più romanista. Il Ninja  sarà il faro di un centrocampo con troppe scommesse Lazzari, Zajc ed ex promesse Grassi. Più affidabile la difesa con i ritorni di Florenzi e Nkoulou (a cui per fortuna non affianca Pyatek e Meitè) e il tanto desiderato Manolas baluardo difensivo della Magica. Invidioso del Macedonio che si coccola Milinkovic cambia una vocale e punta su Milenkovic. In attacco fa gli scongiuri confermando il riabilitato Milik a cui Real Zamponare profetizza un sacco di gol e accarezza i fidi Insigne e Politano. In porta sceglie il basso profilo dei normali Berisha e Consigli. Il Fantozzi della Lega mette su una squadra carina ma non bella, graziosa ma non sexy e ricorda a tutti il suo vero scopo: Divertirsi rovinando i piani bellicosi delle rivali della sua Juve.

Miglior acquisto qualità-prezzo: Conti, peggiore: Belotti. Previsione: centroclassifica

 

BAYER LEVERDUREN

Consapevole delle sue inadeguate conoscenze si fa accompagnare dal badante e figlio Giorgio I che le dovrebbe fare da consigliere. L'intesa fra i due però stenta a decollare e questo produce incertezze e tentennamenti. Il delfino sorprende per la sua oculatezza e, forse preoccupato della consistenza del patrimonio familiare, tende a ritirarsi da ogni asta che si arrampichi verso piani troppo alti. Alla fine però decide di dare un senso alla sua esistenza e strappa Marito Icardi alla concorrenza del Macedonio dopo una lunga asta per cuori forti. Dietro il vestito Icardi però la regina è nuda. L'attacco aspetta le difficili conferme ad alti livelli di Inglese e Lasagna, in mezzo i migliori paiono Barella e Allan ma non c'è molto altro, considerando la probabile panchina che dovrebbe fare la coppia Fabian Ruiz-Numidio Cuadrado e che potrebbe toccare a  Ramirez che rischia di scivolare su Saponara. La difesa è quasi tutta low-cost, ad eccezione di Alex Sandro talentuoso ma incostante e del riabilitato Izzo ormai fuori dal tunnel giudiziario. In porta dà fiducia a Donnarumma e spera nell'exploit di Audero ( scuola Juve). Il piatto del Leverduren sembra cucinato con ingredienti di dubbia qualità, la spezia Icardi potrebbe non bastare a dargli un accettabile sapore.

Miglior acquisto qualità-prezzo: Audero, peggiore: Fabian Ruiz. Previsione: centroclassifica-retrocessione.

 

ATLETICO MACEDONIA

Dopo anni di delusioni e soprattutto di illusioni forse ci siamo. La squadra non può più nascondersi,adesso o mai più. Al terzo e ultimo anno di conferme low cost di Perisic e Milinkovic Savic ha l'obbligo di sfruttare un vantaggio che si unisce alle solide conferme del duo difensivo De Vrij e Masiello e dell'erede di Buffon,Szczesny. Forte di questo affronta l'asta con la stessa freddezza di un killer che ha come unico scopo quello di piazzare il bersaglio al centro del suo mirino. Spara a salve solo nelle aste per il bomberone,unica tessera mancante al suo mosaico, ma dopo essersi inchinato al Leverduren e ai Wild Wolves che gli soffiano Icardi e Ronaldo si aggiudica Immobile. Il suo appuntito tridente si completa con Gomez e Iago Falque, il suo parco attaccanti con i succosi Kownacki e Keita attendendo il rilancio di Falcinelli. Il centrocampo è così ricco di qualità e alternative che anche scegliendo una soluzione a 5 sacrificherebbe comunque qualcuno che meriterebbe di giocare, come Fofana e Kurtic. In difesa si aggiudica il golden-boy Caldara che a sorpresa Millwall non ha confermato. Il Fantacalcio segue destini insondabili e spesso chi parte cardinale non finisce Papa,ma se per una volta gli astri non gli saranno troppo ostili quest'anno potrebbe ottenere il primo agognato scudetto.

Miglior acquisto qualità-prezzo: Iago Falque, peggiore: Kownacki. Previsione: Vittoria-podio.

 

MILWALL F.C.

Fa gli onori di casa ospitando la combriccola in una ridente cittadina accoccolata sui Monti Marsicani e questo lo rende quasi vulcanico. Prova ad infilarsi in ogni asta in cui l'istinto lo conduce,riuscendo a rompere equilibri e non solo. Inizia molestando Bundesfiga a cui vorrebbe portar via il Milik materno tanto atteso e finisce col creare un attacco giovane lanciandosi in rischiosi paragoni Barrow-Balotelli, Favilli-Vieri. La montagna gli fa stranamente pensare al mare ed ecco Otaria Martinez accanto ai confermati Lupo Alberto e Ciro Mertens. In mezzo si abbinano esperienza Douglas Costa, Perotti, Parolo e gioventù Mandragora, Jantko in un gustoso cocktail che ha Bonaventura, strappato ad un inconsolabile Bundesfiga, come ombrellino. La difesa non pare inossidabile nonostante Acerbi ormai guarito dalla cura Tottinham mentre Hysai arriva per stizza dopo aver perso le aste per Immobile e Nainggolan. In porta ecco il Donnarumma di Francia, Lafont conquistato in un'asta solo abbozzata da Bundesfiga con cui intavola un' ambigua intesa di mercato. La squadra palesa qualche angolo buio e il nostro fa più schizzi dell'acqua muove.

Miglior acquisto qualità-prezzo: Bonaventura, peggiore: Perotti. Previsione: Centroclassifica-podio

 

STAGIONE 2017-2018(LANZELLA)

 

BAYER LEVERDUREN

 

La presidentessa porta a casa un primo e significativo successo prima ancora che inizi l’asta, vedendo finalmente approvata, dopo anni di infruttuosi tentativi, una sua mozione sui cambi al regolamento.

L’inaspettata affermazione la galvanizza, portandola prima a contendere Icardi al Macedonia fino all’ultimo respiro, e poi a strappare Belotti, ultimo top player rimasto, al Bundesfiga, anche se agli astanti è parso subito chiaro come un gallo si trovasse decisamente fuori posto tra frutta e verdura.

Lo stress di aver sganciato 43 euro per un solo giocatore però la ottenebra prematuramente (tanto che vede Belotti ovunque, fino a scriverlo nella lista centrocampisti del Ciccio al posto di Perotti), al punto che, ad una rosa fin lì costruita su conferme interessanti e acquisti di livello, aggiunge una pletora di mezze figure (scelte totalmente a caso) che non fanno altro che abbassare la qualità della squadra.
Spreca una buona occasione per essere tra i protagonisti del campionato, rischiando di ritrovarsi per l’ennesima volta nelle zone rischiose della classifica.

Il punto di Ciccio Sconcerti: difesa a forte rischio imbarcata, a centrocampo si chiedono gli straordinari a Ramirez e Nainggolan. Moduli consigliati 442 o 352, la salvezza non è comunque un miraggio.

 

 

 

RED BULL


L’altra neopromossa si presenta agguerrita ai nastri di partenza, e porta subito a casa il primo big chiamato, la joya Dybala, che inaugura i botti di mercato da 40 e più euro.

L’acquisto del gioiello argentino placa però immediatamente le frenesie di Emiliano, che di lì in avanti si preoccupa solo di allestire il solito centrocampo di distruttori di gioco collezionisti di cartellini, e una difesa granitica in cui gli juventini la fanno da padrone (ma forse è l’anno sbagliato per affidarsi loro). Il presidente ha un solo sussulto quando viene chiamato il suo pupillo Thereau, che, ricordiamolo, ha tatuato sul collo il segno di un bacio di Emiliano, e lo riporta a casa tra il tripudio generale.
Squadra quadratissima in difesa (riteniamo che minimo 4 difensori verranno sempre schierati), il modificatore dovrà sopperire alle evidenti carenze del centrocampo e di un attacco dove Dybala è chiamato a superarsi per portare quei bonus che serviranno come il pane per cercare di evitare l’ennesima retrocessione.

Il punto di Ciccio Sconcerti: difesa di buon livello (a patto di azzeccare gli juventini giusti) ; centrocampo senza bonus e attacco Dybala-dipendente. Non può aspirare ad altro che alla lotta salvezza.


 


ATLETICO MACEDONIA


Le conferme di giocatori di prima fascia a prezzi irrisori a centrocampo lo pongono in pole position prima ancora dell’apertura dell’asta, durante la quale si aggiudica quello che verosimilmente sarà il capocannoniere del campionato, quel Maurito Icardi chiamato a consacrarsi bomber sul campo oltre che nel letto di Wanda Nara.

Il ruolo di favorito attribuitogli prima ancora di arrivare a metà mercato manda però in crisi la fragile psiche del Duca, che prima strapaga il vice (che però giocherà diverse partite) di Buffon, ed è poi costretto ad inseguire affannosamente una coppia di portieri titolari.

Anche in attacco, appagato dall’acquisto del top player, si adagia troppo presto sugli allori, e non riesce a fornirgli una spalla adeguata, fallendo anche l’obiettivo di accaparrarsi almeno dei titolari (a mercato chiuso giunge inoltre la notizia dell’infortunio che terrà Lapadula fuori per un paio di mesi).
La sensazione è quella già vissuta di una squadra costruita a metà, con ottime potenzialità nei titolari, ma corta nelle alternative, e che per primeggiare avrà bisogno di una guida che dovrà evitare di commettere errori tecnico-tattici.

Il punto di Ciccio Sconcerti:difesa ricca di insidie, ma i titolari a centrocampo e in attacco sono di ottima qualità. Favorito per la vittoria finale se fortuna e scelte saranno dalla sua parte
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BUNDESFIGA


E’ terminato il ciclo triennale che avrebbe dovuto condurlo allo scudetto, ma, non avendolo ottenuto, Matteo pensa bene di allestire una squadra che vada direttamente nella serie cadetta senza nemmeno passare dal via (un forte segnale in tal senso è il fatto che sia protagonista di innumerevoli duelli con la presidentessa del Leverduren).

Invece di concentrarsi su chiamate logiche, il presidente assilla tutti chiedendo continuamente i prezzi degli acquisti effettuati, manco fosse un maresciallo della Guardia di Finanza, e per rimediare agli infortuni cui inevitabilmente andranno incontro i suoi calciatori (vedi Wallace appena iniziata l’asta), non trova niente di meglio che ingaggiare Barella, sperando che serva almeno a trasportarli fuori dal campo.

Unico ad acquistare ben 9 difensori (tra cui il più pagato Florenzi), tralascia i reparti più importanti, accorciando un centrocampo già povero di alternative di un certo spessore e riuscendo a costruire un attacco privo di big (unico nella lega), che annovera solo 2 titolari su 6 effettivi.

Al termine dell’asta, non pago dei disastri combinati, riesce anche a farsi intortare dal presidente del Millwall, facendosi rifilare Buffon, incautamente acquistato in un gioco di rialzi d’asta, salvandolo così da un “toppa” colossale.
Il cambio di nome è all’orizzonte, chissà se potrà consolarsi con la consapevolezza di averlo voluto prendere N’Koulou a tutti i costi.

Il punto di Ciccio Sconcerti: difesa affidabile, coperta da un centrocampo buono ma corto negli effettivi. Attacco asfittico, senza big non si va da nessuna parte: sesto posto obiettivo massimo
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MILLWALL F.C.


Cesare inizia l’asta con l’attacco già costruito grazie a delle conferme a prezzi di saldo, che gli consentono di avere un bel tesoretto da spendere per gli altri reparti. Ma è proprio nella gestione di questo capitale che si palesano i primi segni di cedimento psichico: già con l’acquisto di Reina, che in se non sarebbe nemmeno un errore, ma soprattutto le cattiva valutazione dell’asta per Buffon, cui partecipa solo per far alzare il prezzo, salvo poi ritrovarsi il Gigi nazionale sul groppone (topica da cui lo salverà parzialmente il Bundesfiga).

Cerca di mascherare l’evidente errore tattico farfugliando che due portieri così vorrebbero averli tutti, ma in realtà mastica amaro e va in confusione, iniziando a chiamare addirittura i confermati, come un Duca o un Emiliano qualsiasi.

Anche gli acquisti seri lasciano qualche perplessità: la coppia juventina Diego Costa-Pjanic non accende gli animi, e Joao Mario potrebbe rivelarsi un fuoco di paglia parimenti a Luis Alberto.
Alla fine l’ossatura portante della squadra è quella dello scorso anno, avrebbe potuto far sicuramente meglio per irrobustirla e candidarsi prepotentemente alla vittoria finale; rischia invece di veder trapelare i rimpianti da un Cancelo rotto.

Il punto di Ciccio Sconcerti: difesa che regala molte incognite; centrocampo dai nomi altisonanti ma al dunque infarcito di dualismi; attacco poliedrico con possibilità di scelte pericolose. Al primo sguardo favorito, ridimensionato analizzando con più attenzione la rosa, pur rimanendo in alta classifica.
 

 


ATLETICO MINHOTTEIRO


Dopo le conferme ha già più che dimezzato il budget iniziale, che viene ulteriormente intaccato dopo il non economico acquisto di Handanovic (portiere più pagato). A questo punto la squadra è praticamente fatta, e tutti si aspettano un lungo letargo fino alla fase di quelli che una volta erano gli “acquisti di mezzanotte”.

Invece Stefano riesce ad infilarsi fastidiosamente in tutte le aste, ma proprio tutte, salvo abbandonarle con la triste frase “Passo,io non li ho”, riferendosi agli euro che scarseggiano nella sua bisaccia.
Euro che però centellina sapientemente, riuscendo ad accaparrarsi qualche discreto colpo in saldo, e qualche scommessa, tra cui Brozovic, un giocatore né carne né pesce (che quindi avrebbe trovato il suo ambiente naturale nel Bayern Leverduren).
Risulta palese la volontà di affidarsi al 352 come modulo guida, ma stavolta non parte in pole position nelle previsioni; certo, è anche vero che se il suo fattore C lo sosterrà come nello scorso campionato, lo troveremo a festeggiare in piazza insieme a Destro, che sarà il centravanti della nazionale ai mondiali in Russia.

Il punto di Ciccio Sconcerti:la difesa non sembra Fort Knox e a centrocampo si riscontrano diversi dubbi di titolarità. Higuain è una sicurezza ma per ben figurare deve sperare nelle conferme non scontate di Borriello e Gomez.


 


TOTTINHAM HOTCLUB

 

Accompagnato dal fido consulente di mercato Lorenzino, che sovente conduce l’asta in sua vece, il Ciccio schiuma ancora di rabbia per aver fallito la scorsa stagione, in cui era il favorito assoluto, e cambia strategia rispetto al recente passato, mantenendo un basso profilo in sede d’asta ed evitando di lanciarsi in spese dissennate.

Contrariamente al suo solito acquista nomi di grido soprattutto in difesa, mentre in attacco si affida a giocatori di media levatura che rappresentano un’incognita a tutti gli effetti.

Si rivede il vecchio Ciccio solo in una delle solite aste per i trequartisti condotte con l’Antara, che lo vede assicurarsi le prestazioni di Perotti, centrocampista più pagato a 18 euro.
Solidità difensiva e bonus dai centrocampisti titolari sono i suoi punti di forza, ma se vorrà dire la sua per il titolo bisogna che esploda almeno una delle scommesse che ha scelto per affiancare Dzeko. Il punto di Ciccio Sconcerti:difesa affidabile farcita di diversi big, centrocampo equilibrato e dal bonus facile, attacco che balla tra certezze e scommesse. Possibili soddisfazioni.
 

 


ANTARA CLUB


Daniele resiste alle sirene di mercato e conferma il bomber Immobile, unico dei “big seven” pagato al di sotto dei 10 euro.

Questo gli consente di mettere sotto contratto due giovani attesi al salto di qualità, Berardi e Simeone, anch’essi a cifre abbastanza contenute.

Le spese percentualmente più rilevanti le riserva come suo solito per il centrocampo, dove non può fare a meno di inseguire trequartisti e mezze punte, ingaggiando il talento Chiesa e riportando a casa il fido Iago Falque.

Costretto a spendere ben 4.50 euro per assicurarsi le prestazioni di Miranda (ahìnoi non quella di Tinto Brass), il budget per la difesa si assottiglia pericolosamente, e non riesce a trovargli almeno un partner di livello.
Come sempre la squadra è costruita in maniera equilibrata, completa di titolari affidabili e di riserve in grado di garantire la titolarità, ma come sempre per puntare al titolo dovrebbe assicurarsi a quel fattore C che abbonda in altri lidi e che lui ha sempre visto con il binocolo.

Il punto di Ciccio Sconcerti: in difesa il vuoto dopo Miranda. A centrocampo non manca nulla e buon mix in attacco con big a basso costo. Lotta ai vertici su ogni fronte.


STAGIONE 2016-2017(LANZELLA)

BUNDESFIGA 

Inizia il mercato confermando a prezzi irrisori i potenziali crack del campionato Belotti e Dybala, avvenimento che richiama alla memoria la sua previsione dello scorso anno “Ho fatto la squadra per vincere l’anno prossimo”. La conferma del panchinaro Gabbiadini desta qualche perplessità in più, ma non esita ad allargare i cordoni della propria borsa per accaparrarsi il cristallo tedesco Khedira (rimpinzando in tal modo la borsa del Ciccio).Questo ruolo di favorito prima ancora dell’inizio dell’asta probabilmente lo rende eccessivamente sicuro, tanto che, dopo essersi assicurato il polacco Milik , sperando che si riveli veramente l’erede di Higuain, vivacchia per molti giri di chiamate, ritirandosi precipitosamente non appena il prezzo supera la fatidica soglia di 1 euro. Essendo però costretto a giocare almeno in 11, alla fine deve darsi una mossa per allestire gli altri reparti, avendo però l’acqua alla gola e dovendosi alla fine accontentare di 3 portieri da ruotare di infimo livello (soprattutto per via delle squadre in cui militano), e di spendere ben 14,50 euro per capitan Jack Sparrow Bonaventura, senza che nemmeno sia compreso Barbossa nella cifra. Attacco di primo livello che rischia di non essere sostenuto adeguatamente dal resto della squadra, l’impressione è che abbia sprecato una grossa occasione per vincere, limitandosi ad un campionato tranquillo.

 

 

MILLWALL F.C. 

Dopo un’umiliante e inaspettata retrocessione il presidente Blasi si presenta ai nastri di partenza bello carico, sfoggiando un nome che dovrebbe rappresentare la combattività della squadra e addirittura fornendo le conferme con qualche giorno di anticipo. Questo spirito battagliero si manifesta immediatamente con la prima asta per un big, che gli frutta la saracinesca Buffon, una strategia aggressiva che lo vede ingaggiare in rapida successione Anderson, Candreva e Mertens, per costruire un centrocampo formato da attaccanti.  Poi però si dedica ad operazioni di contorno, proiettate più al futuro che al presente (Pjaca, Lemina, Schick, Rog, Sensi), lasciando l’attacco nelle mani dei soli Kalinic e Zapata. Sorretto da una difesa solida, guidato da un centrocampo ricco di bonus e ricorrendo esclusivamente al 3-5-2 non rischierà una nuova discesa agli inferi, ma al massimo potrà puntare alla Coppa Italia, della cui brevità potrà avvantaggiarsi.

 

 

LOTIRCHIO FOREVER 

Il campione uscente può giovarsi di ben 8 conferme, tra le quali non compare Higuain, ritenuto ormai spremuto, ma in cui si trovano inopinatamente Magnanelli e Brozovic. Contribuisce anche lui a rimpinguare le tasche del Ciccio acquistando il confermato Salah e allestisce di nuovo la migliore difesa del campionato. A questo punto sembra voler ricalcare perfettamente quanto fatto lo scorso anno, con una mediana portatrice di malus in cui la unica luce può essere accesa da Saponara, e affiancando al top player egiziano quello che sulla carta non si rivelerà però il nuovo Higuain, ovvero il lunatico Berardi, che sembra essere in crescita, ma non tale da superare di troppo la dozzina di gol. Lo scorso campionato aveva una rosa competitiva nei titolari, ma ha trionfato grazie ad un doppio fattore C, ovvero l’annata stratosferica del Pipita e la totale assenza di infortuni; stavolta, sfruttando spesso un buon modificatore difesa, dovrà accontentarsi di una salvezza tranquilla.

 

 

ATLETICO MACEDONIA 

Reduce dall’ennesima retrocessione, ed avendo terminato nomi originali da proporre alla platea, ne ricicla uno del passato, forse quello che gli ha dato – ancorchè magre - più soddisfazioni fantacalcistiche. Come da copione, si infila in tutte le aste, ma non ne ricava molto, a parte forse il ritorno di Bacca, pronosticato a 20 gol (di cui 3 però già segnati…), e l’acquisto tutto sommato a prezzo contenuto di Perisc. Sceglie la via dei 3 portieri di squadre diverse, tra i quali, su sua stessa ammissione, ogni volta sceglierà il peggiore, salvo cantare “you’re my heart, you’re my soul” in onore dell’estremo difensore del Torino. Il resto è un film già visto più volte, che lo porta all’acquisto di ben 7 attaccanti di cui 4 sono riserve che rischiano di vedere poco il campo. Nonostante l’ottimismo emanato dal presidente, un ennesimo salto nella serie inferiore sembra più Vecino che mai.

 

 

SCARSENAL F.C. 

La presidentessa non si smentisce, e si fa trovare dai partecipanti all’asta mentre compulsa nervosamente sul PC le formazioni titolari, come uno scolaro che studi un libro mai aperto pochi minuti prima dell’interrogazione. Per sua fortuna non siamo a scuola, e può continuare a scorrere avidamente le rose anche durante le contrattazioni, senza però ricavarne benefici evidenti, visto che persegue con protervia esclusivamente giocatori che conosce solo perché hanno militato nelle fila delle squadre guidate dal consorte. Negli anni ci ha abituato comunque a colpi estemporanei, ma stavolta si limita al solo Handanovic, mettendogli poi davanti coppie di difensori di Roma e Fiorentina, e addirittura il tris “d’assi” del Milan (Abate, De Sciglio, Antonelli), un centrocampo asfittico e un attacco in cui ai titolari, non certo bomber, Callejon e Paloschi, dovrà essere di volta in volta brava ad affiancare i “precari” Mandzukic, El Shaarawy e Eder. Come spesso le capita è una dei candidati alla retrocessione, anche se altrettanto spesso è stata capace di smentire tali fosche previsioni.

 

 

ATLETICO MINHOTTEIRO 

Ringalluzzito dai buoni risultati del passato campionato, il Mastro inizia l’asta pimpante, salvo ritrovarsi una squadra costruita “a sua insaputa” (almeno a suo dire): “Io Higuain manco lo volevo, ma se poi me lo lasciate a 36 euro…”; “Pjanic è il miglior centrocampista della serie A, io non avevo intenzione di comprarlo, poi quando te lo ritrovi a 13 euro che fai, non lo prendi?”. E poi via ad una serie di giaculatorie che manco il presidente del Bundesfiga, sul fatto che i centrocampisti vengono inspiegabilmente pagati troppo poco. Tutte queste chiacchiere servono però solo a distrarre gli avversari, perché alla fine lui costruisce una squadra equilibrata, con un ottimo centrocampo titolare, un difesa affidabile e un attacco in cui alle spalle del pipita si alterneranno Borriello (con Belen), l’eterno incompiuto Muriel e il sempreverde Gilardino, il cui acquisto conferma la predilezione del Mastro per il passato e la tendenza a comprare e ricomprare gli stessi giocatori, tanto che, in caso di una retrocessione che sarebbe sorprendente (più facile un trionfo in Europa), potrebbe rinominare la sua squadra come Atletico Vintage.

 

 

TOTTINHAM HOTCLUB 

Il machiavellico Ciccio inizia le grandi manovre per l’asta con settimane di anticipo, e attraverso oculate cessioni che solleticano la parte tifosa dei presidenti avversari, si presenta con la borsa traboccante di denari. Il suo piano malefico per il dominio del campionato è evidente: partire da un’ossatura economica ma estremamente competitiva (Koulibaly, Pavoletti, Strootman, Perotti), e scatenarsi sul mercato portando a casa i top player a qualsiasi costo. Il piano ha un primo cedimento con Buffon, ritenuto troppo caro, ma il rimpiazzo individuato in “coso” della Roma non convince i più. Disdegna Higuain, ritenendolo anche lui spremuto, punta sul rilancio di Dzeko (che non porta via a due lire solo per la tenace opposizione del presidente dell’Antara), e si guadagna l’applauso dell’assemblea portando a termine il nuovo acquisto più costoso di sempre, Maurito Icardi, per il quale però l’esborso di 40 euro appare eccessivo anche se comprensivo delle prestazioni straordinarie di Wanda Nara. Sistemato l’attacco si lancia in una serie di aste sfibranti per accaparrarsi i centrocampisti col vizio del gol che tanto lo fanno fibrillare, ma, incontentabile come un bambino capriccioso, non gli basta portarne a casa più della metà. Chiude le contrattazioni con una serie di acquisti incomprensibili e dannosi (Emerson, Juan Jesus, Campagnaro), e l’amore incondizionato per il Capitano Totti, all’ultimo giro di valzer e prevedibilmente utilizzato col contagocce, gli fa sprecare un prezioso slot in attacco. Le sue macchinazioni non gli hanno consentito di “ammazzare” il mercato, ma la squadra, negli 11 titolari, è estremamente competitiva, e se sarà baciato dalla sorte contro gli infortuni come Lortichio lo scorso anno, porterà lo scudetto nelle Marche.

 

 

 ANTARA CLUB 

Conferme costose per i suoi standard, ma visti i prezzi raggiunti in seguito, l’esborso complessivo di 16 euro per la coppia Immobile-Destro sembra un affare. Lo è molto meno la stessa cifra spesa per il solo Niang, anche se si trattava dell’ultimo attaccante a disposizione di un certo livello da poter acquistare. Tralascia come di consueto la difesa, affidandosi al fenomeno Donnarumma (lui si, ma non la difesa del Milan) e ad una serie di difensori mediocri, tra i quali si segnala Isla, non Bonita, che non potrà nemmeno cantare “last night I dreamt of Joao Pedro”, finito purtroppo nelle fila del Tottinham. Come suo costume infarcisce il centrocampo di mezze punte, rifinitori, attaccanti esterni, incursori, tra i quali il più difensivo è addirittura Joao Mario, sperando che almeno un paio possano portare in dote un contributo apprezzabile di bonus.La squadra appare incompiuta, ben guarnita in tutti i reparti, ma senza nessun calciatore di spicco che la possa prendere per mano: per puntare a qualcosa di più di un campionato tranquillo deve sperare che Immobile ritrovi la vena di Torino e che le macumbe del Ciccio sui giocatori persi all’asta non portino alla decimazione del suo centrocampo.

 

STAGIONE 2015-2016(LANZELLA)

BUNDESFIGA 

Al secondo anno nella lega sembra non aver ancora compreso appieno i meccanismi dell’asta, tanto da sorprendersi ad ogni chiamata e disperarsi per i prezzi troppo alti, fino a subire le dure reprimende del Ducaone. Anche lui cade nelle trappole tese dall’astuto Ciccio, scambiando improvvidamente subito dopo le conferme il bomber Toni con il né-carne-né-pesce Mertens, primo passo nella costruzione di una rosa che appare quanto meno opinabile. Si sottrae a tutte le aste che potrebbero portargli in dote calciatori degni di questo nome, con Quagliarella acquisto più pagato in attacco (10 euro): una cifra più che accettabile, ma non se in rosa si ha già il gallo Belotti, dal quale dovrà aspettarsi una super stagione, visto che il Dybala juventino e il Gabbiadini napoletano rischiano di trovare molto meno spazio dello scorso anno (tralasciando per pudore Ljaic e Matos). Dopo aver risparmiato come Paperon dè Paperoni fino all’ultimo acquisto, si getta poi a capofitto in un’asta suicida per Perisic, che risulta essere il centrocampista più pagato, con un esborso di 18,50 euro che sarebbe ingiustificato anche a fronte di 10 gol. Del resto lo ha detto lui stesso: “ Ho fatto la squadra per vincere l’anno prossimo”;  intanto per quest’anno la retrocessione potrebbe essere un programma più concreto.

 

 

LOTIRCHIO FOREVER 

Si presenta ai nastri di partenza con un nome che è già una dichiarazione di intenti, e che rinverdisce i suoi vecchi fasti di braccino corto. Così facendo getta fumo negli occhi degli avversari, e aprendo improvvidamente i cordoni della borsa è l’unico che riesce ad assicurarsi due top player in attacco, il pipita Higuain e il redivivo Jovetic, con una mossa che lascia spiazzati gli altri presidenti. Sembra voler proseguire su una strada di grandi acquisti, accaparrandosi Reina e ben 4 difensori di primissima fascia. Quando tutti si aspettano il colpo finale che lo renderebbe automaticamente il favorito numero uno per la vittoria finale, ricompaiono vecchi fantasmi, il braccio si accorcia progressivamente ed inizia una campagna di indebolimento, che lascia Saponara solo e sconcertato in un centrocampo che non garantisce di certo qualità e forse nemmeno titolarità, e che non riesce a reclutare un terzo attaccante in grado di avvicinarsi almeno alla doppia cifra.La sensazione predominante è che abbia sciupato una grossa occasione per vincere a mani basse, accontentandosi di evitare l’ennesima retrocessione e consolandosi con la custodia per telefonino camouflage compresa nell’acquisto di Jovetic.

 

 

SBOTTAFOGO F.C.

Come da copione è il presidente dalla conferme più onerose, e ovviamente è il primo a dover fare i conti con le finanze pesantemente ridotte dagli acquisti di Bacca per 34 euro (per una sola bacca, pensate se avesse preso tutto il cespuglio…) e di Felipe Anderson a 15. A questo punto però l’ossatura della squadra è fatta, e il reparto fondamentale già praticamente chiuso col tridente Defrel-Morata-Bacca, quindi non gli rimane che aspettare con pazienza (qualità che la recente paternità ha accresciuto), disturbare le aste altrui con rilanci fastidiosi e accaparrarsi qualche buon nome a prezzo contenuto; purtroppo è proprio quest’ultimo punto quello notoriamente dolente, stante la sua scarsa conoscenza del mondo del calcio, e quindi non riesce a far meglio dell’acquisto di une serie infinita di panchinari (Zaza, Guarin, Honda, Keita, Lemina, Blaszczykowski, Milinkovic, Rugani) che poco o nulla potranno dargli sul piano del rendimento, concludendo inoltre l’ingaggio di Barba senza affiancargli Capel. Come spesso gli capita gli manca il centesimo per fare la lira (o l’euro se preferite), anzi, in questo caso i centesimi mancanti sono parecchi, specie a centrocampo, che non sembra poter sostenere fondate ambizioni di successo.

 

 

SCARSENAL F.C.

Menzione di merito per il nome sfizioso (che però più di qualcuno sospetta sia stato scopiazzato dal web), ed ennesimo appello a calmierare i prezzi rimasto inascoltato. Indispettita da questa insensibilità alle sue proposte, la presidentessa instaura un regime di austerity che le fa tenere strettamente legati i cordoni della borsa, che si aprono solo per acquistare a caro prezzo i centrocampisti della Roma, a cifre ingiustificate (15,25 euro per Pjanic appaiono veramente troppi): scelte probabilmente frutto di idee confuse, come dimostra con la frase “A proposito di centrocampisti…chiamo Lazaar!”. I cordoni si richiudono poi repentinamente quando ha la concreta possibilità di riportare tra le sue fila Higuain, conteso in un’asta disperata a Lotirchio. Così facendo sconfessa totalmente l’assunto del presidente Blasi (“le squadre vincenti si costruiscono dalla cintola in su”), mettendo insieme 8 (dicesi 8!) punte che 10 anni fa avrebbero fatto sfracelli (Totti, Pandev, Cassano, Klose, Pinilla), ma che oggi si trovano costrette ad elemosinare qualche minuto di gioco. Non paga di questo, resosi conto dell’errore macroscopico fatto, prova a porvi rimedio scambiandone una con un difensore, e cadendo così preda dell’infamia del Mastro, che si accaparra quella con più possibilità di scendere in campo (Pandev), sbolognandole il poco gradito Santon.In qualche modo doveva pagare i 3 anni di successi consecutivi a sua insaputa, e dopo quella dello scorso anno, si prepara ad affrontare una retrocessione ancor più diretta, senza passare dal via.

 

 

ATLETICO MINHOTTEIRO 

Reduce da un’estate costellata da dubbi se continuare o meno il fantacalcio, a suo dire troppo impegnativo, trascina queste sue perplessità anche al mercato, prima affidandosi addirittura al lancio della monetina per decidere le sue conferme, e poi dimostrando senza pudore la sua scarsa conoscenza del calcio attuale con uscite quali “El Kaoutari quello del Torino?” (confondendolo con El Kaddouri nel frattempo tornato a Napoli), oppure “Ecco perché Cuadrado non lo trovavo in lista, lo cercavo sotto la Q!”. Comunque fiero delle sue (in)certezze procede spavaldo, e si aggiudica lo scettro della lazialità strappando Candreva al Duacaone, e costruendo una squadra che negli 11 titolari appare competitiva, con un centrocampo capace di garantire titolarità e gol, così come la difesa, e un attacco che forse però punta troppo su Mandzukic, che con le sue prestazioni non ha acceso la fantasia dei fantallenatori, nonostante sia il centravanti della Juventus.Se il vecchio Gila sarà capace di raggiungere per l’ennesima volta la doppia cifra, potrà dire la sua anche in campionato, anche se la panchina non sembra affidabilissima, salvo una (al momento) imprevista scalata di Balotelli delle gerarchie milaniste.

 

 

BLOUSON NOIR 

Continua a perdere pezzi anno dopo anno (stavolta Tevez), ma si ritrova ancora Icardi in conferma a 4 euro, avendo così la concreta possibilità di accaparrarsi un altro puntero di grande qualità. Tale possibilità rimane però parzialmente inespressa, perché porta a casa il solo Luiz Adriano, che, nonostante lo scetticismo generale nei confronti di Balotelli, ha perso gran parte del suo appeal proprio dall’arrivo di Super Mario. El mudo Vazquez non sembra poter garantire un salto di qualità sostanziale, e il viola Kalinic desta più di qualche perplessità, anche perché, per precise scelte dirigenziali, non è accompagnato dal suo alter ego Babacar. A centrocampo parte bene con l’acquisto quasi “economico” di Pogba, ma forse la troppa soddisfazione gli fa perdere lucidità, e si trova a fine mercato a rincorrere le seconde scelte, affiancandogli una masnada di fresatori che sembrano solo in grado di fare incetta di cartellini gialli.I fasti del passato appaiono lontani, e la sensazione è che anche quest’anno debba accontentarsi di un campionato tranquillo, guardandosi più alle spalle che davanti.

 

 

TOTTINHAM HOTCLUB 

Notoriamente privo di ogni limite morale, intorta l’ingenuo presidente del Bundesfiga assicurandosi i gol d’annata di Toni, e subito gli fornisce un adeguato sostegno per la vecchiaia con l’aitante Dzeko, che alla fine nemmeno risulterà essere l’attaccante più pagato. Non pago, blinda la porta con il codice fiscale della Roma, e poi si dedica ad una serie di azioni di disturbo e lancio di “bombe” di mercato che sono il suo marchio di fabbrica. Alla fine rimane però un po’ vittima del suo stesso gioco, accorgendosi in ritardo che il centrocampo soffre di una preoccupante anemia di qualità, alla quale cerca di porre rimedio in maniera confusa, reclutando il fabbro De Jong dopo aver biasimato l’Antara per l’ingaggio di Melo, e addirittura resuscitando il fantasma di Pepe per provare a condire insieme a Salah una mediana priva di fosforo.Ovviamente nel suo caso ogni giudizio tecnico lascia il tempo che trova, tutti sanno che il suo vero asso nella manica, ovvero lo smisurato fattore C, non è acquistabile in nessuna sessione di mercato, e per ricordarlo al pubblico porta a casa ancora una volta Koulibaly, solo per onorare la cabala.

 

 

ANTARA CLUB 

L’unico insieme al Ciccio che avrebbe potuto avere un vantaggio sostanziale dall’inseriemento del ruolo dei trequartisti, parte con 4 conferme in attacco, cosa che forse lo illude di avere già il reparto completo, tanto che continua a rimandare l’acquisto di un nome di peso, fino ad essere costretto a ripiegare precipitosamente sull’highlander Di Natale (ma per quanto ancora saprà allontanare l’imminente declino?) e il cavallo di ritorno Destro, cui spera faccia bene l’aria di provincia. Per ritrovare sicurezza ricostruisce lo stesso centrocampo dello scorso anno (Rigoni, Brienza, Moralez, Hernanes, più Iago spostato in attacco), ma i già stagionati interpreti hanno un anno di più,e sembra difficile che possano ripetere gli exploit passati.Spende come non mai per la difesa, per non rimanere con gli effettivi contati come spesso gli capita, e con un ultimo colpo di coda si assicura l’ennesima mezza punta, il piccolo Giaccherini, sperando che non si riveli un mezzo giocatore.Quello che è la punta di diamante del Ciccio a lui è sempre mancato, anche se senza nomi di grido è riuscito a vincere per due anni di seguito la Coppa Italia, che anche stavolta sembra essere l’obiettivo più alla portata.

STAGIONE 2014-2015(LANZELLA)

BUNDESFIGA 

La new entry si presenta accreditata della patente di intenditore di calcio e fantacalcio, ma il ruolo di consulente ombra svolto in questi anni a favore del Duca non depone certo a suo favore. Superato l’iniziale smarrimento sull’evolversi dell’asta, basito dal fatto che Handanovic venga pagato più di Buffon, conduce trattative caratterizzate da continui strappi, quasi abbia fretta di completare la rosa, cosa che in effetti fà per primo. Tutta questa fretta non giova all’allestimento di un rooster equilibrato, dove in attacco primeggia un tridente che avrebbe fatto faville 10 anni fa (Toni, Cassano, Klose, con Denis di rincalzo), a nostro avviso mal sostenuto da una difesa striminzita nei numeri e nei nomi, e da un centrocampo affidato agli estri di Vidal, Biabiany e del cammello El Kaddouri, contornati da una schiera di loschi comprimari. Compie poi l’errore fatale di accaparrarsi i due “coneji” (conigli) Nico Lopez e Saviola, salvo poi acquistare Cacciatore, che genera un giustificato timore nei due e provoca la fuga del secondo, sostituito dalla coppia gol (?) del Palermo Dybala-Belotti. Per il primo anno nella lega può anche accontentarsi di una plausibile retrocessione.

FANTACONSIGLIO:  stabilire un piano di pensione integrativa per i suoi attaccanti.

 

 

LOTUS TEAM 

Per la prima volta in due lustri di fantacalcio spende quasi l’intero patrimonio a sua disposizione, ma non si capisce come, pure mettendo mano al portafogli, sia riuscito a costruire una squadra che non accende gli entusiasmi e che potrebbe pagare cara una cronica carenza di valide alternative ai titolari. L’attacco vintage con Totti, Maccarone e Di Natale, cui El Shaarawi dovrà fare da badante, promette comunque un discreto numero di realizzazioni, e la difesa, almeno tra i titolari (ben pagati), si avvale di marpioni navigati, ma è nel settore vitale del campo che palesa le maggiori criticità: intorno a capitan futuro De Rossi, che da qualche anno ha smarrito la via della rete, agiscono una serie di cagnacci dal cartellino giallo semiautomatico, che si candidano ad una titolarità assoluta, almeno fino al rientro di Strootman o all’esplosione, tutta da verificare, del talentino Ucan. Una squadra “vecchia”, non solo anagraficamente, ma proprio nella concezione di base, che si pone nella scia delle compagini costruite negli anni scorsi dal presidente con esborsi economici maggiormente contenuti. Come gli capita invariabilmente ogni anno nelle fantaprevisioni è uno dei candidati alla B, e chissà se anche quest’anno riuscirà nel miracolo salvezza.

FANTACONSIGLIO:  pagare a Maccarone il supercorso da allenatore a Coverciano.

 

 

SBOTTAFOGO F.C. 

Innanzitutto nota di demerito per il nome, che non piace alla fantaredazione, e che rispecchia la decadenza fisica e morale del presidente. Presidente che, dopo alcuni fantamercati condotti sulla linea dell’equilibrio, tanto da far parlare di “avvenuta maturazione”, ripiomba nel vecchio vizio di sparare subito tutte le cartucce, passando l’intera seconda fase dell’asta rimestando tra gli scarti di magazzino. Il risultato di questa condotta schizofrenica è una squadra che si fregia di Buffon e dei tre migliori centrocampisti del campionato (Pogba, Pjanic e Cuadrado), in gran parte frutto di scontate conferme, pronti a sostenere il neo azzurro Zaza e il “trenza” Palacio, che però loro malgrado, si troveranno a duettare con nonno Tavano, Okaka e l’abbonato alla tribuna Mati Fernandez. L’11 titolare è di tutto rispetto, ma ricordiamo che con una Ferrari che aveva vinto il campionato ancor prima di cominciarlo è riuscito a rimanere a mani vuote, quindi probabilmente è il caso che inizi a pregare affinchè Coman “il barbaro” esploda come nuovo crack del torneo.

FANTACONSIGLIO: riciclare van Ginkel e Mati Fernandez come “bibitari” allo stadio.

 

 

ATLETICO FLAMINIO 

Un altro (parzialmente) inaspettato ritorno al passato: prima ancora dell’inizio dell’asta le conferme di De Jong e Maxi Lopez avevano fatto storcere il naso agli esperti, che sono stati poi spettatori di una prolungata letargia, interrotta solo per piazzare l’acquisto bomba di Higuain. Chi si aspettava un definitivo risveglio è rimasto deluso, assistendo alla solita vecchia pantomima di aste condotte nelle più totale ignoranza del calciatore che si sta trattando e concluse con l’immancabile e rassegnato “passo”; il risultato è che il convalescente Pirlo e il gigante Manolas si trovano a condividere lo spogliatoio con le facce patibolari di Halfredsson, Moretti, Marilungo e Izco. Più volte la presidentessa è stata data per spacciata ed è riuscita addirittura a vincere il campionato, quest’anno viaggia sul filo del rasoio, e potrebbe aver bisogno della miracolosa resurrezione di Pepito Rossi per evitare il cambio di nome.

FANTACONSIGLIO: giocare sempre l’over del Napoli alla Snai.

 

 

ATLETICO MINHOTTEIRO 

Dopo anni di rincalzi il presidente Scavalli Vecchia (!) riesce a mettere al centro dei pali un portiere dominante, e forse troppo sicuro dell’acquisto, gli mette davanti una linea difensiva che alla fine non potrà prescindere dai pretoriani Glik e Albiol. Perde tutte le aste da vero laziale contro il presidente del Blouson, ma riesce comunque a schierare tre biancocelesti (o biancoblu? o biancazzurri) a centrocampo, di certo il reparto di maggior livello, in grado di avvalersi dei gol di Candreva, Menez, Parolo e (lo spera anche Benitez) Hamsik. In attacco appaiono poco condivisibili le scelte fatte, che lo portano ad affiancare ai colored Keita e Gervinho due scommesse da 19 euro l’una: il “nino” (una volta) Torres e il trittico Matri-Osvaldo-Pazzini, dal quale spera ardentemente possa sorgere un realizzatore da almeno 10 gol. Alla fine la soluzione da lui stesso prospettata è quella di un frequente  ricorso al 3-5-2 che gli permetta di sfruttare il suo punto forte, e che lo condurrà ad un campionato tranquillo e forse ad una Coppa Italia, balsamo dopo la sofferta salvezza raggiunta per differenza reti.

FANTACONSIGLIO: comprare l’Hollywood e inibire l’ingresso ai suoi giocatori “fighetti”.

 

 

BLOUSON NOIR 

Il campione uscente conferma i pezzi forti della scorsa stagione, sostenendo un esborso notevole ma sistemando le pedine fondamentali della squadra. Tutti, lui per primo, si aspettano a questo punto il solito mercato attendista, costellato di fastidiosi rilanci per far salire i prezzi, in attesa degli acquisti a 5 cent che una volta venivano fatti ben oltre la mezzanotte. E invece, a totale sorpresa, acquista con regolarità durante tutto il corso dell’asta, spendendo anche per la difesa cifre che in passato avrebbe considerato folli (forse per proteggere un tris di portieri non sempre affidabili quali Neto, Rafael  e Leali). Frutto di questa fase è l’acquisto della coppia di centrocampo Marchisio-Lodi, che se saprà ripetere i fasti del passato, ripagherà ampiamente la spesa complessiva di 13 euro. Ben coperto dai titolari, si regala qualche scommessa ben pagata, come Obbadi (acquistato cantando “Obbadì obbadà, life goes on, lalalalalalala”), o  come Djordjevic, grazie al quale però riafferma il suo predominio di laziale DOC. Ai nastri di partenza, nonostante l’indebolimento dovuto alle partenze di Immobile e di Handanovic, si pone come la squadra da battere, anche se i comprimari tra cui scegliere il partner di Tevez sembrano, escluso Icardi, inferiori a quelli dello scorso anno.

FANTACONSIGLIO: costringere Amauri e Bergessio a 2 ore quotidiane di battimuro.

 

 

TOTTINHAM HOTCLUB 

Il suo rinomato stellone lo protegge prima ancora dell’inizio del mercato, risparmiandogli l’inutile conferma di Rossi, proprio il giorno prima condannato ad uno stop di 4-5 mesi. Non contento del pericolo scampato, inizia l’asta imbronciato, quasi offeso, tanto da confermare meno giocatori rispetto a quelli possibili. Lo scorso campionato gli lascia comunque in dote la coppia gol Llorente-Sau ad un costo ridicolo, e il riconvertito centrocampista Mertens, pagato poco anche se fosse rimasto attaccante. Come suo costume va a caccia di centrocampisti col vizio del gol, ma tralascia i grossi nomi, sperando di accaparrarsi giovani rampanti grazie alla dabbenaggine degli altri presidenti; ma non tutti sono così sprovveduti, e si trova quindi a battagliare col presidente dell’Antara per Vazquez, Perotti (presi) e Lestienne (perso) dilapidando il tesoretto che aveva diligentemente risparmiato. La squadra è ben costruita in tutti i reparti, e grazie al noto bucio di c… ehm, la nota fortuna che lo accompagna, è facile che si issi sulla vetta del campionato al grido di “jamme jamme jà, Koulibaly Koulibalà”.

FANTACONSIGLIO: far capire a Honda che sumo e calcio non hanno le stesse regole.

 

 

ANTARA CLUB 

Conferme onerose rispetto ai soliti standard, ma che consentono al patron di concentrare tutti gli sforzi su un solo grande nome in attacco a supportare la linea verde Berardi-Iturbe. Qui è probabilmente lo snodo della sua stagione: sceglie di nuovo di affidarsi al torero Gomez, pagandolo addirittura di più dello scorso anno, accollandosi così un bel rischio. Chiude con portieri di 3 squadre diverse, tra i quali ogni volta dovrà effettuare un tragico sorteggione per decidere chi far giocare, e verosimilmente per questo motivo anche lui spende più del consueto per allestire la difesa. Puntella l’attacco con un Quagliarella in cerca di riscatto, ma rimane attendista per quanto riguarda la mediana, salvo poi pagare uno sproposito giocatori tutti da verificare (Lestienne), affiancandogliene altri ormai definitivamente bolliti come Brienza e Nocerino o eterni incompiuti come Ilicic. La scorsa stagione ha pagato un pesante tributo alla malasorte, quest’anno, con una squadra più debole, spera di non doverla affrontare, riuscendo magari a trionfare in Champions.

FANTACONSIGLIO: costringere Montella a schierare Ilicic.

 

STAGIONE 2013-2014(LANZELLA)

ANTARA CLUB

 

Pronti via, e grazie alle preziose conferme a 5 cent e ad un lungimirante scambio pre-mercato che gli frutta Palacio, si ritrova con l’attacco praticamente fatto, in attesa di un top player che arriva già durante il primo giro, il “torero” Gomez, che, alla fine dei conti, si rivela uno dei migliori acquisiti nel rapporto qualità-prezzo. Dopo aver chiuso subito il settore fondamentale, aspetta pazientemente come il cinese del proverbio per accaparrarsi qualche buon colpo negli altri reparti, lasciandosi però sfilare sotto il naso troppi portieri, trovandosi quindi costretto a ripiegare, strapagandolo, sull’inaffidabile Neto. Incassa bene il colpo, non si disunisce, costruisce una difesa che sembra finalmente affidabile, ma barcolla sul centrocampo, dove accumula troppi punti interrogativi, primo fra tutti il carneade Centurion (acquistato a caro prezzo fidandosi ciecamente dei consigli di Pedullà).  Se la sfortuna non lo tormenterà, potrà dire la sua in campionato fino alla fine, consacrando definitivamente Muriel come nuovo Ronaldo.

 

 

PECIONI ALATI

 

Il mercato inizia alle 12.00, e l’ineffabile Ducaone, dopo le dispendiose conferme (però perfettamente in linea con i prezzi esosissimi registrati durante l’asta) e l’acquisto di Buffon, alle 12.05 ha già praticamente finito i soldi. Questo lo costringe ad un mercato attendista, passato a meditare sull’adagio che lo attanaglia già dalla sera precedente “chi nasce Larrondo non può morire Cuadrado”, e quindi sfoga la frustrazione deridendo a più riprese il presidente del Lotus Team per aver speso tutto il capitale per la difesa, a suo dire l'unico reparto praticamente inutile nel fantacalcio. Iscrive il suo nome nell’albo d’oro della lega con l’acquisto più costoso in assoluto, 38,05 euro, il “pipita” Higuain, che il Mastro battezza prontamente (“Chi prende Higuain prende il miglior attaccante a disposizione”), condannandolo quindi ad una stagione di oblio. Questo rimane l’ultimo squillo, visto che poi non riesce a prendere altro che i fantasmi di Robinho e Pazzini, lo squalificato Mauri e gli infortunati Samuel e Radu. Se l’anno scorso con una Ferrari è riuscito a vincere solo l’inutile Supercoppa, quest’anno con una Croma rischia di trovarsi intrappolato sulla Salerno-Reggio Calabria.

 

 

TOTTINHAM HOTCLUB

 

Reduce da una retrocessione traumatica, il Ciccio torna ai vecchi sistemi, abbandonando il pc e rispolverando carta e penna. Dopo aver cercato nei giorni precedenti e durante tutta l’asta di infinocchiare il Duca facendosi cedere Cerci, si consola costruendo un centrocampo che sembra fatto dal presidente dell’Antara, infarcito di punte, mezze punte e fantasisti, ai quali però non riesce ad aggiungere la perla Hamsik, perso dopo un’asta convulsa e cervellotica con Flaminio e Lotus. Questo acuisce il suo già palese nervosismo, cosa che lo porta praticamente a stuprare il suo pizzetto, tirato, attorcigliato, pizzicato senza soluzione di continuità. Acquista alla rispettabile cifra di 8 euro Reina, dopo averlo sbeffeggiato come inadeguato nei commenti pre-mercato, forse solo per accaparrarsi Rafael a costo zero, e, come da dichiarazione di intenti contenuta nel nome, consegna la fascia di capitano al totem Totti, stizzendosi con il Mastro che glielo tira su di prezzo (cosa che farà per altro con ogni giocatore chiamato da chiunque). Invidioso del Duca, si fregia del record di spesa per un difensore (Lichtsteiner a 7,30 euro), e riporta a casa l’altro grande vecchio Milito, acquisto che porta lo Zio a sentenziare a più riprese la sua vittoria finale, con conseguenti e ripetute grattate ai gioielli di famiglia, che subiscono lo stesso brutale trattamento del pizzetto. Dopo un anno da lui definito sabbatico, sembra pronto a recitare di nuovo un ruolo da protagonista, specie se ingraneranno i suoi centrocampisti offensivi, e nonostante la presenza in rosa di bomber Moscardelli, frutto di uno scambio last minute col derelitto Lotus.

 

 

ATLETICO MINHOTTEIRO

 

Parte con la conferma più costosa, quella di Supermario Balotelli, che però si rivela l’acquisto più azzeccato visti i prezzi raggiunti dagli altri cannonieri. Infilandosi fastidiosamente in tutte le aste, dichiarando "nei miei acquisti non ho limiti mentali" (subito rimbrottato dal Ciccio con un didascalico “è brutto non avere limiti mentali”), aggiunge al rooster il profeta Hernanes con l’esborso tutto sommato contenuto di 11 euro, e riabbraccia dopo il tradimento dello scorso anno il figliol prodigo Gilardino, pagato 18 euro col sorriso sulle labbra, innescando un dibattito di natura etica (Ciccio “è brutto non avere limiti mentali e anche morali”, Mastro “mo è troppo, va bene quelli mentali ma dirmi anche di moralità...”).  L’altro suo grande amore calcistico (e non solo…) Santana trova posto nello spogliatoio, salvo poi sentirsi infastidito dall’arrivo di Gervinho, che si accoda a compagni altrettanto malvisti, come l’eterno incompiuto Bianchi e l’inutile, fin quando non si trasferirà a gennaio, Belfodil. I fasti dell’Ortona sembrano ancora lontani, ma se il Gila ripagherà adeguatamente l’amore di cui è stato investito, Hernanes si confermerà in doppia cifra e Vucinic riuscirà per una volta a superarla, rappresenterà una mina vagante, specialmente nelle coppe.

 

 

BLOUSON NOIR

 

Fa pretattica ritardando le conferme fino a pochi minuti prima del mercato, e per la prima volta dopo anni si presenta ai nastri di partenza senza attaccanti. Stravolge la consueta strategia acquistando difensori per la prima volta oltre la fatidica soglia dei 5 cent, anche se resta quello che li paga meno, veicolando lo sforzo economico nell’acquisto di Tevez, che però dovrà alzare di parecchio la sua media realizzativa storica per giustificare l’esborso di 33 euro, e di Handanovic, che con la cura Mazzarri si candida ad essere l’estremo difensore meno battuto. Come compagni dell’apache sceglie una schiera di baldi giovanotti, tra cui il cavallo di ritorno Insigne, fra i quali dovrà essere abile a pescare di volta in volta quello in grado di regalargli la  soddisfazione del gol.

La squadra resta in parte indecifrabile, con un centrocampo affidabile in cui sono ben chiari i ruoli di titolari e riserve, un reparto difensivo non eccelso (eccetto il portiere) e un attacco in cui diventa difficile individuare chi abbia le possibilità di andare in doppia cifra, e questi interrogativi risultano essere troppi per collocarlo in prima fila nei pronostici, anche se la riconosciuta sapienza tattica lo terrà al riparo dai rischi.

 

 

ATLETICO FLAMINIO

 

Dopo tre stagioni di dominio assoluto, anche per la legge dei grandi numeri gli altri partecipanti affermano (o forse semplicemente sperano) che quest’anno sia finalmente quello della fine del ciclo. La presidentessa stavolta non ha conferme nobili che possano dare una base solida alla squadra, e si aggrappa al neo-giallorosso DeSanctis, chiamando quindi per i successivi 200 giri di asta tutti i portieri a disposizione, fermandosi solo quando sono rimasti quelli della primavera; questa tattica le si ritorce però contro quando, dopo aver preso Kelava a 5 cent, si trova a dover battagliare per Brkic col fastidioso Ciccio. Tra i suoi primi acquisti annovera Conti, l’uomo cartellino-giallo del campionato, e ai lazzi degli avversari risponde “Lo compro perchè l' anno scorso mi ha fatto vincere il campionato” sollevando con questa affermazione la giusta perplessità generale e l’intima convinzione di tutti che i suoi successi nel fantacalcio non siano dovuti ad un’equa ripartizione tra fortuna e competenza. Per puntellare l’attacco si rivolge all’eterno Di Natale, anche lui dato per morto ogni anno e puntualmente risorto, ma non gli affianca badanti di valore, puntando forte sul solo Callejon, sperando come Benitez che gli regali 20 gol. Quando ormai tutti i critici sono pronti a decretarne una subitanea retrocessione, piazza la zampata Hamsik, collezionando applausi e pacche sulle spalle per l’acquisto di centrocampo più costoso di sempre, e rendendo così la rosa più competitiva, anche se resta una seria candidata per la B (e quindi ovviamente calerà il poker di vittorie).

 

 

LOTUS TEAM

 

A dispetto di tutti i pronostici arriva per ultimo nella sede del mercato e in forte ritardo, sprovvisto addirittura del nuovo nome, che raffazzona su due piedi 5 minuti prima dell’inizio dell’asta. Già le conferme avevano suscitato grosse perplessità tra gli addetti ai lavori, vista la rinuncia ad Abbiati, pagato solo 4 euro,  (e poi comunque tirato all’asta ben oltre tale cifra) a favore di mezze figure quali Brighi e Domizzi, e allo scambio con l’Antara, definito suicida da alcuni, di Palacio per Destro e conguaglio, senza per altro aver confermato Totti, anch’esso ad una cifra minore di quella poi sborsata dal Tottinham. Fedele alla linea dettata dai quadri tecnici, affianca a Brighi degni compagni di reparto quali Greco, Gargano e Dessena, ai quali i top player Pirlo e DeRossi faranno forse da riserve. Nonostante le irrisioni del Duca in proposito, sborsa una cifra spropositata per allestire la difesa (quasi 25 euro) e lascia pericolosamente scoperto l’attacco, spendendo comunque una cifra inferiore per prendere Klose, che a febbraio si eclisserà per le sue battute di pesca, e troverà a sostituirlo Paulinho, Eder e Quagliarella, o più probabilmente Floccari, comunque acciuffato solo con uno scambio fuori tempo massimo al posto dell’altro panchinaro Moscardelli. Mercato incomprensibile, centrocampo operaio, attacco asfittico, la sola difesa competitiva (ma solo nel calcio reale vince chi ha il reparto arretrato più forte) non basterà di certo ad evitargli l’ennesima retrocessione.

 

 

INDIVISIBILI A.C.L.A.

 

La retrocessione sfiorata lo scorso campionato lo spinge ad una condotta più professionale, e si presenta ai nastri di partenza con un libricino che promette meraviglie, e grazie al quale si ostina ipotizzare eventuali presenze di giocatori che gli interessano negli schemi dei vari mister, ignorando totalmente che il testo è probabilmente aggiornato all’anno passato, cosa che lo porta a chiamare il Papu Gomez, trasferito ormai da quasi due mesi in Ucraina. Allestisce un valente centrocampo con la conferma di Vidal e gli acquisti di Kakà (ma saprà ripetere i fasti passati?) e Strootman (mi raccomando pronunciato Struutman) , ai quali affianca gli onesti fresatori Muntari, Asamoah e Allan, e in difesa si affida a vecchi mestieranti che avranno il compito di far maturare la scommessa Jedvai. Si sveglia tardi per comporre il reparto offensivo, ed è l’unico a non schierare un top player, decidendo di affidarsi ad una serie di discreti giocatori, tra i quali il ruolo di leader sembra essere affidato a Matri, sperando che il trasferimento a Milano non sia dovuto solo alla comodità di arrivare prima all’Hollywood, anche se a nostro avviso l’acquisto più azzeccato risulta essere Denis, nemmeno pagato eccessivamente. La squadra ha una sua potenzialità, mai come stavolta saranno determinanti le scelte della guida tecnica per decretarne il successo (cioè alta classifica ma non scudetto) o il fallimento (campionato anonimo anche se non a rischio retrocessione)

 STAGIONE 2012-2013(LANZELLA)

DINAMO TUBRUST

Il presidente inizia il mercato piangendo sulle conferme che tolgono i pezzi pregiati dal mercato, e prova a consolarsi con il trasferimento last minute di Borriello al Genoa, anche se dimostra ancora di risentire dei postumi dell’influenza con il cervellotico acquisto di Amelia. Cerca di dare un cipiglio da ventennio alla squadra con l’acquisto di “Galeazzo” Ciani, che va ad infoltire una difesa di corazzieri. Il centrocampo è il reparto migliore, ma Vargas sembra bollito, Moralez deve far meglio dei 6 gol dello scorso campionato e i 18 euro equamente divisi tra Asamoah e Borja Valero potevano forse essere investiti per un top player in attacco, settore dove punta sul rilancio di nonno Toni salvo poi affiancargli lo strapagato badante El Hamdaoui.

Pronostico: nonostante le meste parole rivolte al figlio a fine mercato, il suo stellone lo proteggerà ancora una volta, evitandogli l’onta della retrocessione.

 

PECIONI ALATI

Ai nastri di partenza le sue conferme eccellenti (Milito, Cavani, Lodi, Boateng) e i 25 euro incassati dalla cessione di Destro, lo decretano come super favorito. Inizia a mostrare i primi segni di cedimento con lo scambio Pandev-El Sharaawy con un conguaglio minimo. Nonostante il suo frequente alienarsi in compulsive consultazioni del suo I-Phone, piazza il colpo Sneijder, centrocampista di prima fascia, pagato però ben 18 euro (come sentenzia qualcuno “così lo sapevano comprà tutti”). Di qui in avanti riesce in quello che sembrava impossibile, cioè indebolire la squadra con i nuovi acquisti, circondando i “tre tenori” di centrocampo con delle mezze figure, confondendo Ledesma con un omonimo che da 2 anni non gioca più in Italia e non riuscendo ad acquistare una terza punta adeguata, ritrovandosi ad un certo punto a duellare accanitamente per il misconosciuto Sau.

Pronostico: una potenziale Ferrari nelle sua mani inesperte rischia di tramutarsi in una comoda berlina, che sicuramente non lo lascerà a piedi e lo farà avanzare nelle coppe ma non gli consentirà di vincere il titolo.

 

BLOUSON NOIR

Anche lui conferma i big dello scorso campionato, erodendo buona parte del suo budget. Affronta le prime delusioni dovendo rinunciare a Sneijder e Hernanes, e si consola con Pirlo, acquisto che però gli costa 12 euro e parecchie nervose “deglutizioni”. Da quel momento entra in letargo, risvegliandosi solo per accaparrarsi Insigne, talento sicuro, ma in lotta per una maglia da titolare, e aspettando sornione gli ultimi 10 minuti di mercato per piazzare i suoi colpi a 5 centesimi, per i quali non è comunque più lucido come un tempo, tornando più volte sulle sue scelte.

Pronostico: negli undici titolari la squadra è competitiva, specie se Klose durerà per l’intero campionato e Pazzini ritroverà la via della rete, ma la panchina sembra corta, specie in difesa. Una squadra più da coppa che da campionato, ma se sarà nelle prime posizioni a gennaio, il mercato di riparazione potrebbe risultare decisivo per la conquista del titolo.

 

ATLETICO FLAMINIO

La presidentessa conferma l’ossatura della squadra campione d’Italia, costruendola intorno a Jovetic, che però rischia di soffrire di solitudine in attacco, dove il solo Denis sembra in grado di dargli man forte, mentre Matri assaggerà molte volte la panchina e il giovane Nico Lopez sembra troppo acerbo per questi livelli. Cronicamente impreparata su ogni chiamata, si infila in tutte le aste, salvo poi tirarsi indietro sul più bello, condizionata dall’antico “braccino”. Compone la difesa più brutta del campionato (Chiellini, Burdisso, Paletta e Nagatomo), però solida e nobilitata dai gol di Basta, mentre a centrocampo i soli Hamsik e Maggio sembrano in grado di garantire un numero cospicuo di reti.

Pronostico: due campionati consecutivi ci sembrano sufficienti, quest’anno si concederà un meritato e tranquillo riposo, magari concedendosi qualche soddisfazione in coppa.

 

MAGNOTTA TEAM S. GIORGIO

Conferma tutti i suoi centrocampisti goleador, e gli affianca, spendendo uno sproposito per i suoi standard, il profeta Hernanes, costruendo un reparto che, se i titolari confermassero le prestazioni dello scorso anno, si accredita oltre i 40 gol. Forse sorpreso lui stesso dalla mossa inconsulta, si rifugia nei rassicuranti soliti vecchi nomi, accaparrandosi gli eterni Totti e Pellissier, ma poi cambia nuovamente rotta quando si butta a capofitto sul giovane Immobile, acquisito dopo un’asta condotta con un cipiglio che non gli si conosceva.

Pronostico: se l’anno scorso non solo si è salvato con una squadra nettamente peggiore, ma ha addirittura vinto una Champions, allora quest’anno, nonostante un attacco contato negli uomini e nei potenziali numeri,  il suo fattore C.U.L.O. lo porterà al titolo.

 

ATLETICO MINHOTTEIRO

Reduce dal totale fallimento dello scorso anno, si presenta ai nastri di partenza ostentando un basso profilo, privo di quella spavalderia che lo aveva caratterizzato in passato. Alla luce dei fatti la mossa più azzeccata sembra essere quella del nuovo nome, che mescola la sua predilezione per l’amore mercenario ad una forma di invidia latente nei confronti dell’altro Atletico, il Flaminio, che gli spadroneggia in casa. Punta su 3 portieri tra i quali il più affidabile risulta essere Agazzi, mentre il reparto dei centrocampisti viene definito da un commentatore nelle fasi finali del mercato “inguardabile”, infarcito di giocatori che non fanno della costanza la loro caratteristica migliore. In attacco indossa le vesti di Marco Predolin e manda in scena una riedizione del “gioco delle coppie”, condannandosi al perpetuo dubbio su chi schierare tra i due del Milan e della Juventus, con Amauri e Sgrigna (!!!) a fare da quarti incomodi, rischiando così di perdere ogni volta quello che segnerà.

Pronostico: la china discendente è stata imboccata da un pezzo, e sembra che i freni si siano definitivamente rotti, cosicchè taglierà alla massima velocità il traguardo della retrocessione.

 

INDIVISIBILI A.C.L.A.

Altro neo promosso, si presenta al mercato totalmente impreparato, sprovvisto persino della penna, ma come competenza non si evidenziano grosse differenze dal passato, quando arrivava fornito addirittura di Magic Libro. Affianca al confermato Osvaldo, bomber di sostanza, l’immarcescibile Di Natale, che ha comunque la sua veneranda età, ma non gli mette a fianco un terzo compagno di qualità, scommettendo ancora sul rilancio di Bianchi, senza garantirsi una vera alternativa. Supplisce a questa carenza con un centrocampo quadrato, al quale Vidal e De Rossi dovranno fornire il giusto apporto di reti, e completa il quadro con una difesa legata agli estri di Castan e Bonucci e in cui il portiere cambierà spesso.

Pronostico: la squadra è monca, e questo gli preclude ambizioni di vittoria, dovrà anzi stare molto attento a non inanellare la terza retrocessione.

 

ANTARA CLUB

Punta forte su Destro (e quindi su Zeman…) sborsando 25 euro per strapparlo alla concorrenza. Provato dallo sforzo economico, si arrabatta per trovargli un degno partner, andando in confusione e ritrovandosi con il fantasma di Gilardino in rosa, e acquistando 2 portieri il cui grado di affidabilità sembra pari alla facilità di scriverne i cognomi. Come di consueto cerca di sanare la situazione con una difesa composta da onesti mestieranti e allestendo un centrocampo infarcito di mezze punte e ali, investendo pesantemente su un altro ectoplasma, l’etereo Ilicic.

Pronostico: ripete l’errore dello scorso anno, con un solo grande nome in attacco, affidandosi troppo agli estri di centrocampisti col vizio del gol. Lotterà con Minhotteiro e Indivisibili per evitare la B, anche se potrebbe realizzare qualche exploit nelle coppe.

STAGIONE 2011-2012

DINAMO TUBRUST

Come sempre in vena di grandi innovazioni, questa volta propone l’introduzione dell’assist e tra lo stupore generale la boccia lui stesso, a dimostrazione che lo scudetto perso malamente all’atto conclusivo dello scorso anno brucia ancora, nonostante il nostro presidente si ostini a ripetere di aver incassato più del vincitore (?).E come sempre è assolutamente disposto ai colpi ad effetto, come testimonia l’acquisto dell’egiziano El Shaarawi, che affiancherà Gheddafi nel lotto delle scommesse perse.Ottimo nei portieri con due tra i migliori del torneo in quanto a prestazioni (De Sanctis e Handanovic), solido nel reparto difensivo con i baluardi Thiago Silva e Chiellini a farla da padroni, a centrocampo si assicura le prestazioni di De Rossi, utilizzando la vecchia strategia di far finta di scambiare un bullone per un nido di vespe (la sanno tutti questa …) pur di distogliere l’attenzione dei concorrenti. A ben vedere però è un tantino asfittico il resto del centrocampo, dove Birsa a 5€ appare una scommessa un po’ troppo costosa, mentre fossi nel Ciccio terrei d’occhio la crescita di Bonaventura e Pasquato nel corso della stagione.Al di là dell’apparenza iniziale fuoco e fiamme, l’attacco potrebbe mostrare qualche scricchiolio, dal momento che Del Piero e Quagliarella rimarranno inchiodati alla panchina come il già citato bullone al tavolino del terrazzo e la scarsa vena di Ibra (ancora una volta il giocatore più pagato a 37€) e Matri gli tarperanno le ali nel lungo volo verso il titolo, fermandolo altresì al terzo posto. 

 

PECIONI ALATI

Al solito capace di grandi slanci emotivi, promesse roboanti con cui eccitare una piazza in subbuglio e mirabolanti colpi estivi, in un batter di ciglia si porta a casa con un esborso di quasi 50€ la supercoppia offensiva Milito-Cavani, pronti a fare faville e a ripagarlo con il solito buon contributo di gol e spettacolo.Ben contento del suo mercato con i fiocchi, si offre addirittura di pagare la tassa di solidarietà per i giocatori con ingaggio al di sopra della soglia di sussistenza, senza tuttavia ricevere consenso dal resto della platea.Il vero punto debole della compagine allestita dal Duca è però la difesa, micragnosa nel numero, incerta nella qualità e ricca soltanto di riserve e mezze tacche di dubbio spessore: occorrerà un robusto intervento invernale, dal momento che il trio Masiello, Spolli e Antonelli in rima quasi baciata non entreranno di certo nella fantastoria.Il centrocampo è numericamente pieno di alternative e qualitativamente discreto, a patto che Boateng si ripeta sui suoi livelli e Mauri e Ilicic lo ripaghino dell’eccessivo investimento di 11€ e 8€ rispettivamente (la fantaredazione ritiene di no).A conti fatti, la squadra è buona per non rischiare il naufragio e attestarsi su posizioni di tranquilla salvezza (diciamo quinto posto), togliendosi anche lo sfizio di trovare la giornata di grazia per vincere il suo derby con il Ciccio. 

 

BLOUSON NOIR

Buffon è tornato ad essere la garanzia che conosciamo, e apparentemente la difesa offre sufficienti garanzie fino a febbraio, seppur come al solito sia costruita con la strategia dell’una di notte e dei centesimi residui ed appaia priva di un vero leader a guida del reparto, almeno finchè il nostro presidente non ci metterà la consueta pezza nel mercato di recupero.Il centrocampo è più che discreto con il sempreverde Maggio e con il nuovo arrivato Vidal che prenderà le veci di Boateng come incursore decisivo nell’economia del campionato.I fantaintenditori consigliano di tenere d’occhio le prestazioni di Kucka, ormai pronto per il grande salto (ah noo, quello era Bubka …) e di Zahavi, promessa stella nascente nell’olimpo del fantacampionato … un giocatore alla Ciccio, per intendersi.L’attacco è a detta della fantaredazione il migliore della lega, trascinato da due bomber di razza come Mito Klose e Pazzo Pazzini, che non saranno alla fine i capocannonieri del torneo, ma che valgono sicuramente i 40€ complessivi investiti, ed il cui contributo realizzativo sarà corroborato dai gol a turno delle schegge impazzite Lavezzi, Cassano e Pinilla.Se azzeccherà le mosse, e non ne dubitiamo, e ritroverà la verve dei bei tempi, lotterà su tutti i fronti e vincerà lo scudetto in volata, grazie anche a quel pizzico di buonasorte che aveva in passato ma che negli ultimi tempi lo ha un pò abbandonato.

 

42ND STREET

Le fantaprevisioni così come le scelte fantacalcistiche negli ultimi anni sono apparse più annebbiate rispetto al glorioso passato, ma nella giostra dei campioni si impossessa nuovamente del vecchio cavallo di ritorno Gilardino, e questo gli fa ben sperare di rinnovare i fasti di un tempo.La difesa è affidabile (seppur numericamente non eccelsa), il centrocampo è a giudizio della fantaredazione il migliore della lega, perché incorpora due grandi firme come Hernanes e Sneijder, a cui sono affiancate scommesse interessanti tipo Moralez (il crack del campionato) e Torje (il Messi di Romania), seppur pagati la bellezza di 9€ complessivi.L’attacco è però un tantino dipendente dalla forma del Gila, potendo contare al suo fianco solo di un airone (Caracciolo) e di un cammello (Pratto) invece che di un vero ariete all’altezza della situazione. Sarà l’anno di Giovinco, lui sì il Messi d’Italia, stimolato dalla visita estiva del presidente che è volato addirittura nel ritiro estivo di Levico Terme pur di assicurarsene le prestazioni.Solo se il Gila si riproporrà sui grandi livelli dell’Ortona potrà lottare per il titolo, altrimenti (come si prevede) bye bye, al massimo un terzo-quarto posto. 

 

ATLETICO FLAMINIO

Vincere è difficile, ma ripetersi è ancora più difficile, giacchè la fantastoria dimostra che solo i fantapresidenti con un notevole bagaglio di esperienza e i fantateam che hanno davvero segnato un’epoca ci sono riusciti (Orgoglio, Ortona, ndr).La campionessa in carica sfoggia una difesa esperta (seppur un pochino vetusta) e un centrocampo da urlo sorretto dall’estro di Hamsik e Jovetic e da altri elementi di sicura affidabilità come Isla, Pepe e Zanetti, a patto che si dimentichi di aver acquistato Krasic, vera zavorra dell’organico flaminio.L’attacco è ancora una volta imperniato sulle doti balistiche dell’eterno bicapocannoniere Di Natale, che crediamo si ripeterà (quasi) sui livelli che conosciamo, e sull’estro incostante di Vucinic e Miccoli che quando in giornata possono vincere le partite da soli.E attenzione a Denis, possibilmente superiore alle aspettative generali.A ben vedere, la sua compagine è anche migliorata rispetto allo scorso anno, ed appare ai nastri di partenza come la squadra da battere, ma l’inesperienza della presidentessa a certi livelli e l’incapacità di gestire incontri così ravvicinati la porteranno a commettere qualche errore fatale che le impedirà di bissare il titolo dello scorso anno. Arriverà comunque seconda, se la prenderà con chi gli ha suggerito di acquistare El Kabir che ha portato solo sporcizia e malattie nello spogliatoio, ma potrà togliersi qualche soddisfazione in coppa. 

 

ANTARA CLUB

Le sue scelte appaiono molto discutibili per dirla con un eufemismo; come allenatore somiglia più a Oronzo Canà con il suo 5-5-5 o se preferite a Luis Orrico con la sua ragnatela che non a uno stratega dei tempi moderni, e lo testimonia il fatto che il suo investimento di punta sia addirittura Taiwo, che a suo dire ha il tiro più veloce del mondo con ben 130 km/h (!).L’amara verità è un’altra: i portieri tutt’altro che saracinesca di Bologna e Chievo appaiono del tutto inadeguati per competere a certi livelli; la difesa colabrodo, dove Zaccardo emerge come unico acquisto al di sopra della fatidica soglia di 1€, farebbe fatica a salvarsi non solo nel nostro fantacampionato, ma anche nel campionato bulgaro: un disastro!E che dire del centrocampo: la coppia dei sogni Gago-Lamela che non potrà certo essere schierata negli incontri delle 3 del pomeriggio (a rischio di evacuazioni fulminee …) è come il cacio sui maccheroni, dove i maccheroni prendono la forma di loschi comprimari come Barreto e Pinzi o mezzi giocatori come Constant e Ramirez, che non si ripeteranno certo ai livelli dello scorso anno.Ed infine l’attacco: mesi di studio, riflessioni, letture, approfondimenti … per poi puntare sul ridicolo contributo realizzativo di Bojan, Gonzalez e Acquafresca … povero Pato, ora sì che si sentirà un papero triste, nonostante Barbara.L’ultimo posto non glielo leva neanche Padre Pio, o se preferite la Madonna Nera di Monte Tranquillo.  

 

MAGNOTTA TEAM

Tanto per cominciare, la fantaredazione premette subito di non apprezzare il nuovo nome del team, che rischia di ingenerare un pesante conflitto di interessi con altre squadre della lega, e di augurarsi pertanto un pronto cambiamento.Riguardo all’aspetto tecnico, il dato più importante è l’assenza del suo capitano-passato Palombo ormai relegato nella serie cadetta, ma il nostro presidente per non saper né leggere né scrivere si mette da parte un buon gruzzolo che gli permetterà di riacquistare a gennaio il suo campione nel caso si riproponga nella massima serie.In attesa di tempi migliori però la difesa appare scarsina, con Lichtsteiner a fare il capetto tra una serie di giocatori semisconosciuti (Andreolli, Basta, Capuano), tra i quali primeggerebbe anche Barbapapà.Il centrocampo invece piace perché abbina nomi importanti ed anche decisivi in zona gol come Cerci e Marchisio ai soliti scudieri affidabili di tradizione goliana (Nocerino, Biondini, Migliaccio), con cui spera di clonare il suo vecchio capitano Palombo.L’attacco è piuttosto modesto, con il solo Palacio a cantare e portare la croce, giacché i 28€ investiti su Forlan appaiono decisamente troppi e Mutu non troverà a Cesena le stesse droghe di cui disponeva in abbondanza a Firenze.Lotterà con il cuore (ma con poca fortuna) fino all’ultima giornata, ma alla fine dovrà arrendersi all’amaro verdetto della retrocessione … almeno non avremo più un pericoloso conflitto di interessi in casa! 

 

BARBAPAPITTO

Accontenta la moglie con il superacquisto di Cisse (senza accento!), risparmiando anche 3€ se si considera che i ben informati indicano in 28€ il prezzo giusto per questo giocatore (chi ha orecchie intenda, gli altri in sacco a pelo, come dice un noto commentatore televisivo …).Il portiere Julio Cesar è un colosso forse un po’ bollito, la difesa è meno che discreta con i vari Agostini, Comotto e De Ceglie che faranno le comparse in un campionato di per sé mediocre.Il centrocampo sembra decisamente anonimo e senza il necessario cambio di passo come dicono quelli che parlano bene, con il paradosso di dover chiedere a uno che si chiama Pjanic di sveltire una manovra altrimenti imbastita da quei lumaconi di Almiron, Aquilani e Montolivo.In attacco, con Borriello in naftalina, Rocchi in soffitta e Di Vaio al centro anziani, l’unica possibile svolta stagionale è Osvaldo, giocatore interessante seppur ancora alla ricerca della sua dimensione dopo i fallimenti del passato.Lotterà con una buona dose di fortuna (ma con poco cuore) fino all’ultima giornata, e alla fine potrà raccontare a tutti i Barbapapitti di aver compiuto il miracolo di salvare una squadra davvero limitata.

 
STAGIONE 2010-2011

DINAMO TUBRUST

Il suo inizio è da brividi: fuori Milito, perché non è opportuno confermare campioni appagati che non ripeteranno le ultime faraoniche stagioni, fuori Floccari, perché non è etico esultare ogni domenica per i suoi gol, dentro il pur bravo ma perennemente in rampa di lancio Montolivo e qualche spiccio da investire.Gli osservatori strabuzzano gli occhi increduli, ma il presidente promette nuovi obiettivi e colpi di mercato sensazionali.E’ tuttavia solo una dichiarazione di intenti, dal momento che il presidente appare confuso, rinforza solo il già completo reparto difensivo, rovescia ripetutamente la coca-cola (mi si perdoni la pubblicità occulta …) sul tavolo, pur senza distruggere le sedie di Fonte Fracassi e, come per incanto, ad uno ad uno gli sfuggono di mano tutti i migliori assi del mercato.Come un mediocre giocatore di poker che bleffava ed è stato ormai messo in mutande dai suoi rivali, si accontenta di portare a casa giocatori di medio cabotaggio, peraltro superpagandoli (vedi Sanchez e Giovinco a 10 € ciascuno) per far credere alla piazza in ebollizione di aver davvero rinforzato la squadra.Alla fine nessuno gli crederà, e tutti si renderanno conto che il vecchio Tubrust è ormai un lontano ricordo, riservandogli solo un grande applauso quando almeno accontenta il figliolo e porta nelle Marche Maggio con i 10 risparmiati dalla mancata conferma di Milito.‘Mi riposo per un anno’ aveva detto malinconicamente appena capita la malaparata dopo soli 30 minuti di mercato, con l’obiettivo di ricondurre il suo fallimento ad un semplice e fisiologico stato di appagamento mentale; ‘voglio stà sicuro di cambià nome’ dirà poi in preda al panico e alla furia dei tifosi inferociti … ebbene sì, lotterai per non cambiare nome, ti arrabatterai nei bassifondi della classifica, proverai a tirar fuori qualche coniglio dal tuo cilindro ma alla fine, molto a causa dei tanti errori commessi in sede di mercato e un po’ a causa di un pizzico di sfortuna, ti arrenderai dicendo ‘Mi sono riposato per un anno’.

PIU’: la difesa, composta da giocatori titolari nelle grandi squadre

MENO: attaccanti poco prolifici, visto che quelli migliori sono stati inspiegabilmente accantonati

SPERANZE: Giovinco, possibile stella del campionato

FANTAPREVISIONE: retrocessione al fotofinish

 

S.S. PECIONI ALATI

Già lo scorso anno si era subito proposto con uno spirito diverso stupendo tutti i suoi detrattori; forse è maturato, come si era detto e scritto in passato, forse il merito è dei nuovi soci, consiglieri, procuratori, portaborse, tant’è … siamo ancora ai nastri di partenza prima di sederci al tavolo verde e già annuncia due supercolpi di mercato come Milito e Floccari, dopo averli scippati ( è proprio il caso di dirlo …) al Ciccio per un piatto di lenticchie.Ed il merito aumenta se si considera che in passato gli scambi non erano stati proprio premianti per l’allora presidente dell’Atletico Macedonia e che ora, per aggiudicarsi i due campioni, ha superato l’agguerrita concorrenza di almeno altri 3 presidenti, che forse però il presidente del Tubrust temeva di più e non era disposto a rinforzare.Anche durante l’asta appare concentrato, lucido, rinverdisce alcune frasi celebri del suo recente passato come ‘oggi è guberti’, ‘mangiamo il semiolino’, ‘a chi prende comotto gli regalano i cassetti’, ed allestisce una discreta formazione che lo terrà lontano dai guai e con cui si potrà anche togliere qualche soddisfazione.Il portiere Julio Cesar è il migliore su piazza, l’attacco è sicuramente tra i migliori, anche se bisognerà fare i conti con l’appagamento di Milito e con la flessione di Gilardino che, come sentenziato dal consulente di mercato dei Mammuriani, non sarà più lui senza Prandelli.Mancano sicuramente un difensore da grande squadra, visto che l’investimento più corposo è la conferma di Ranocchia, e qualcosa di più a centrocampo, non tanto a livello numerico, quanto come giocatori in grado di fare davvero la differenza.

PIU’: il portiere, la coppia d’attacco Gilardino-Milito (se renderanno al massimo delle potenzialità)

MENO: troppi difensori di seconda fascia e pochi centrocampisti di livello

SPERANZE: Giaccherini e Antenucci diventeranno grandi giocatori

FANTAPREVISIONE: tra le prime, con soddisfazioni in coppa

 

BLOUSON NOIR

Appena di ritorno dalla Sardegna dove ha ripittato di nero di seppia le storiche maglie del Blouson oltre che la sua abbronzatura, appare comunque distratto e lontano da quella macchina da guerra fantacalcistica che avevamo ammirato anni fa.Nella prima fase tratta molti giocatori ma in genere, forse perché ha in realtà altri obiettivi, forse perchè è solo uno sporco gioco al rialzo, forse perché non vuole sforare il tetto (del residence), forse perché ci ha abituati ai colpi dell’una di notte, suona la ritirata ed attende pazientemente il suo momento.Piace la scelta iniziale del portiere, con gli acquisti di Storari che dà garanzie nel breve periodo e Buffon a 3 € che consente un acuto investimento a 3 anni, ma poi il presidente sbarella, va in confusione, accende il sigaro, apre il dibattito sulla tessera del tifoso.A conti fatti, rispetto ad altre squadre più equilibrate, salta all’occhio l’investimento di ben 55 € per l’acquisto di soli 4 giocatori, su cui peraltro ci sono incertezze non da poco: a parte Pato, il papero triste, che dovrà superare i continui problemi fisici e riscattare la deludente stagione scorsa, Hernanes e Krasic sono nuovi del campionato italiano, se ne parla un gran bene, ma nessuno li ha mai visti a certi livelli, e Mutu appare più una scommessa da perdere che non una scelta azzeccata.Ne consegue che se solo la metà delle scommesse non si riveleranno all’altezza delle aspettative, si continueranno ad aspettare le zampate autunnali di Barreto, i lampi di mezza estate del ‘pocho vileda’ Lavezzi e la solita masnada di acquisti lotitiani dell’ultimo secondo di mercato.

PIU’: la scelta del portiere in prospettiva, Pato (se supera i problemi fisici)

MENO: difesa priva di assolute garanzie; troppa fiducia nella Juventus

SPERANZE: il rapido inserimento di Krasic e Hernanes

FANTAPREVISIONE: zona uefa e niente più

 

42nd STREET

Quest’anno evita inutili e dispendiosi viaggi americani per seguire più da vicino gli sviluppi del mercato nostrano, e si presenta al mercato più preparato dell’anno precedente, e forte delle conferme di Sneijder e Pastore e del repentino acquisto di Hernandez.Come da consuetudine, si riappropria dei vari giocatori (capitanati da Gamberini) che gli hanno garantito ‘zero tituli’ negli anni precedenti, in una apparentemente masochistica ricerca di punti fermi, ma poi mette a segno alcuni colpi interessanti che rendono la rosa a disposizione completa, in particolare a centrocampo che, per qualità e quantità, appare come il reparto migliore del torneo.Pur spendendo 80 € tondi tondi, è l’unico insieme al Tubrust (di cui abbiamo già detto …) ed al Farmteam (di cui diremo …) a non mettere a segno un grande botto nel valzer degli attaccanti a 25-30 € ma, proprio quando tutti sentenziavano che la lotta al titolo gli era preclusa per mancanza di un bomber da 20 gol da affiancare a Pazzini, ecco il colpo di coda Borriello che, in quanto a contemporaneità di intuizione e fortuna, ricorda certamente quello di Gilardino ai bei tempi dell’Ortona, e per il quale sono già piovute cospicue offerte di mercato puntualmente rispedite al mittente.Forse non sarà sufficiente per vincere subito, ma per lottare ai vertici e vincere magari un portaombrelli questa volta sì, e poi ... ‘chi è senza portiere scagli la prima pietra’.   

PIU’: miglior centrocampo del torneo, guidato da Pastore nell’anno della sua consacrazione

MENO: mancanza di un bomber da 20 gol

SPERANZE: la continuità di Borriello e Hernandez

FANTAPREVISIONE: tra le prime; alzerà una coppa al cielo di New York 

 

ATLETICO FLAMINIO

Dapprima il Chievo, poi l’Ortana, quindi il Furnace Creek, ora l’Atletico Flaminio … forse dimentico anche il Ponte Milvio, … insomma una serie di figuracce ed umilianti retrocessioni che hanno piegato ma non spezzato la voglia di rivalsa dell’unica presidentessa della lega.E’ pur vero che il colpo ad effetto Diego della scorsa estate ancora genera turbative e malumori nell’ambiente, ma l’atteggiamento della presidentessa tornata nel quartiere Flaminio dopo l’esperienza californiana è a dir poco discutibile.Spende 9 € per i due portieri del Milan con l’obiettivo di averne uno, in difesa investe il massimo per il non-titolare Mexes, che giocherà solo quando Burdisso avrà spezzato le gambe a qualche avversario, a centrocampo, fatto salvo il solo Hamsik (e solo fino a Natale) si ritrova una serie infinita di mezze figure comprate ai saldi che, non appena lette, ti suscitano la domanda ‘ma questi in che squadra giocano?’.Per quanto riguarda le scelte nel reparto offensivo, poi, ci vorrebbe un’equipe di psichiatri per spiegare i tanti punti oscuri di questa campagna di indebolimento: perché mai cedere Hernandez e poi ritrovarsi con soli 5 attaccanti mediocri in rosa, perché mai dei 5 citati presunti bomber ben 3 militino della mediocre Udinese, perché mai nel valzer degli attaccanti pagati 25-30 € ci sia il nome di Di Natale che, per carità, sarà pure il capocannoniere dello scorso anno come lo sono stati in passato anche Protti e Hubner, ma certo non è all’altezza delle reali stelle del mercato.Tratta tutti i giocatori disponibili, acquista solo i peggiori, l’ultimo posto è il suo.

PIU’: la fantaredazione non ne vede

MENO: c’è l’imbarazzo della scelta, chi più ne ha più ne metta

SPERANZE: svegliarsi che è ancora ferragosto

FANTAPREVISIONE: fanalino di coda

 

ANTARA CLUB

La sua strategia è chiara: confermare i migliori, anche a costo di respingere l’offensiva dei tanti pretendenti a Cavani e Maxi Lopez, acquisire giocatori affidabili senza necessariamente svenarsi e puntare tutto sull’unico giocatore davvero in grado di sovvertire da solo i pronostici, di cambiare fisionomia ad una squadra, di invertire la tendenza che da anni lo relega lontano dai quartieri nobili della classifica: Ibra.Per l’occasione spazza via la nomea di spilorcio che lo aveva accompagnato negli anni precedenti, si fa immortalare con tanto di cappello alla JR e, come fece un anno fa la presidentessa del Furnace per Diego (ma questa volta con diversi esiti finali) mette a segno a 37 il colpo più dispendioso della storia fantacalcistica.Nella storia ormai ci è entrato, e dalla porta principale, investendo al meglio i profitti derivanti dal business petrolifero, e ricordando a tutti che, come diceva il saggio, ‘Ibra fa la squadra da solo’ e, se qualcuno avesse qualche dubbio, ‘pure il Duca c’ha vinto la Champions’.Ma nessuno si faccia abbagliare dall’investimento faraonico: a conti fatti, risulterà infatti il presidente più oculato nelle spese complessive con un risparmio di ben 16 €.E nessuno si faccia abbagliare anche dalla teoria dell’uomo solo al potere; la verità è che la squadra di Danielone, pur mostrando una difesa non eccelsa ed un centrocampo senza stelle di primissima qualità, è completa in tutti i reparti, impreziosita da alcuni giocatori interessanti con il vizietto del gol.Se a questo si aggiunge la continuità sotto porta di Cavani e Maxi Lopez, la fantaredazione lo pone in pole position ai nastri di partenza rispetto agli inseguitori.  

PIU’: il miglior reparto offensivo del torneo con Ibrahimovic, Cavani e Maxi Lopez

MENO: difesa priva di assolute garanzie

SPERANZE: centrocampisti con il potenziale vizio del gol

FANTAPREVISIONE: scudetto

 

FARMTEAM 2010

Affronta la trasferta mattutina Fiumicino-Fonte Fracassi, dal mondo dei polipi a quello dei funghi, con determinazione, ed allestisce un organico complessivamente sufficiente per raggiungere la salvezza.Forse la fantaredazione sottovaluta sempre un po’ le gesta di questo presidente, che ogni volta parte fuori dai favori del pronostico per poi ritagliarsi comunque un suo spazio, talvolta in campionato talvolta nelle coppe.La verità è che i calciatori da lui acquisiti fanno sempre parte dello stesso cluster, giocatori a volte attempati e a fine carriera, comunque da tempo nel giro del fantacalcio, altre volte un po’ dimessi nel look, comunque poco appariscenti e accattivanti in sede di campagna acquisti.Occorrerebbe probabilmente prendersi qualche rischio in più, tuffarsi su un nome nuovo, dare una ringiovanita all’organico, esaltare un ambiente depresso.In maniera più asettica, tuttavia, la difesa imperniata attorno a Lucio e Juan, e con buoni cursori di fascia, è la migliore del torneo, e rappresenta il punto di forza della squadra.Il centrocampo non è certo stellare, sostenuto dalla sostanza di Pizarro e Pirlo ma carente di stelle in grado di far fare davvero il salto di qualità alla compagine della fattoria, e l’attacco è come al solito pieno di seconde punte che notoriamente faticano ad arrivare in doppia cifra, a meno che Quagliarella non trovi in quel di Torino l’ambiente ideale per esprimersi con continuità.Se comunque gli animali della fattoria righeranno dritto e sarà assistito da un pizzico di fortuna che a volte non guasta, potrà conquistare una faticosa e alla fine festeggiata salvezza.

PIU’: la miglior difesa del torneo

MENO: attaccanti poco prolifici

SPERANZE: nessuna, mancando l’organico di ‘scommesse da vincere’

FANTAPREVISIONE: salvezza risicata

 

I MAMMURIANI

Per la prima volta il presidente si presenta da solo, non accompagnato come di consueto dalla sua signora, ma da un nuovo consulente di mercato che si mostra comunque nelle vesti di buon consigliere, pur indirizzandolo eccessivamente, a detta della fantaredazione, alla ricerca di giocatori romanisti o ex-tali.Questo approccio lo porta ad acquisire i due capitani Totti e De Rossi, che sulla carta è sicuramente più produttivo rispetto ad avere come in passato uno stuolo di catanesi e palermitani, di cui ormai rimangono solo le bandiere Mascara e Capuano, e rende l’organico complessivo di buon cabotaggio.La difesa è molto risicata per un campionato così lungo, potendosi avvalere di soli 7 uomini di cui appena 4-5 titolari, e lo porterà presto a bussare alla porta di qualche presidente in cerca di scambi o prestiti.Il centrocampo è di converso decisamente nutrito, ricco di giocatori di sostanza, ma un po’ povero in quanto a fosforo  e spiccate doti realizzative.Il reparto offensivo è sicuramente il più competitivo, visto che mette a segno ben due acquisti nella fascia 25-30 €, con Totti tuttavia penalizzato dalla nuova regola di attribuire +2 ai rigori realizzati (invece di +3) e Eto’o che potrebbe giocare in posizione più vicina alla porta e ‘rubare’ qualche gol a Milito rispetto all’era mourinhiana.

PIU’: Eto’o, quest’anno attaccante da 20 gol

MENO: difesa striminzita, almeno fino ad intervento sul mercato

SPERANZE: Eder, diventerà un campione

FANTAPREVISIONE: zona uefa 

STAGIONE 2009-2010

DINAMO TUBRUST

Attanagliato in avvio dal perfido scherzo che annullava ogni business fantacalcistico fino a data da destinarsi e trasformava il campionato in una sorta di vergognoso ‘gioco tra amici’, parte in sordina confermando meno giocatori di quanti ne abbia conquistati sul campo. Quando ha già lo stomaco pieno, comincia a carburare e mette a segno il primo colpo bruciando la concorrenza sul numero uno dei numeri uno, Buffon, acquistato al giusto prezzo di 11 euro. Tuttavia, le risorse a sua disposizione si affievoliscono e, ricordando che l’obiettivo primario è quello di sostituire Kakà con il suo erede naturale Diego, con atteggiamento da padrino più siciliano di un mammuriano dà inizio ad un personale patto d’onore con le soglie: quando si pone un limite all’acquisto di un giocatore – sia esso di prima o seconda fascia – non deroga mai dal tetto prefissato. In realtà, chi ben lo conosce sa perfettamente che dietro alla cortina del maniacale principio dell’onore si cela uno scientifico calcolo utilitaristico impostato nelle Marche: solo non superando le soglie stabilite per giocatore/ruolo infatti potrebbe assicurarsi le prestazioni della stella del mercato Diego, che avrebbe affiancato il cardinal Milingo e il papero triste in un vero e proprio trio delle meraviglie. Ma il nostro campione non ha fatto i conti con l’oste, cioè con l’unico presidente che ha le finanze per scavalcarlo nella caccia al nuovo Kakà e su cui mai nessuno avrebbe scommesso un solo cent americano… ma questa è un’altra storia, come dice Lucarelli (non quello del Livorno, chiaramente) quando presenta i ‘misteri d’Italia’. Tornando a bomba, dopo aver innervosito a turno ciascun fantapresidente chiamando tutti i portieri della lega (inclusi panchinari e tribunari), a giudizio della Fantaredazione dilapida buona parte del vantaggio accumulato lo scorso anno e si presenta ai blocchi di partenza con poche certezze (i già citati Milito, Pato e Buffon) e molti dubbi: difesa non certo imperforabile, centrocampo mediocre e attacco impreziosito dai vari Inzaghi, Trezeguet e Pandev che al momento rappresentano un lussuoso nulla. Sorge il dubbio fondato che, accontentandosi di un portiere medio e rinunciando a qualche acquisto folle (vedi Ambrosini a 6 euro), avrebbe potuto sferrare l’attacco decisivo a Diego e la musica sarebbe cambiata … per tutti.

PIU’: la sicurezza Buffon, la conferma di Pato  

MENO: Centrocampisti poco propensi al gol, calo di Milito

SPERANZE: Pandev altrove a gennaio

FANTAPREVISIONE: ‘zero tituli’ è finito un ciclo

 

S.S. PECIONI ALATI

Si propone subito con uno spirito diverso, basato su una inaspettata competenza delle performance dei giocatori di basso rango, su cui potrebbe impartire lezioni a domicilio ai presidenti reduci dalle trasferte americane, per esempio. Appare inoltre imperturbabile quando si prospetta la malsana idea di eliminare il dio denaro dalle sfide fantacalcistiche, come se tutte le sconfitte patite in questi anni e la conseguente sete di rivalsa gli scivolassero addosso. Come non bastasse, dà vita ad esilaranti giochi di parole che rimarranno indelebili nelle memorie di tutti i presidenti per l’intera fantastagione, tra i quali la fantaredazione ricorda con piacere ‘oggi è guberti’, ‘mangiamo il semiolino’, ‘a chi prende comotto gli regalano i cassetti’, la migliore di tutte. Forse proprio in seguito a questo suo nuovo approccio, non esita a mettere al sicuro la propria porta con il mostro sacro Frey e la difesa con quel marcantonio di Lucio ed un interessante Manfredini. E’ tuttavia il centrocampo il vero neo della squadra: non tanto numericamente (si aggiudica la bellezza di 10 uomini nel reparto nevralgico del campo), ma in termini di qualità e titolarità si prevedono molte difficoltà fin da subito, salvo usufruire della ciambella di salvataggio dei prestiti se non vorrà che il proprio gioco sia affidato alle acerbe mani di Candreva e Gazzi per tutta la stagione. In attacco, appare eccessivo l’investimento complessivo di 20 euro su Paloschi e Jeda, che ancora tutto devono dimostrare nel campionato di serie A; nonostante il primo rappresenti in prospettiva una garanzia di gol, il reparto risulta complessivamente povero di alternative.

PIU’: saracinesca Frey, Lucio il marcantonio

MENO: Pochi titolari a centrocampo, Foggia involuto, attacco modesto

SPERANZE: Jovetic titolare

FANTAPREVISIONE: retrocessione 

 

BLOUSON NOIR

Anche per lui il mercato riserva subito un portiere di eccellenza, quel Julio Cesar che ha già vestito la casacca nera e che viene nuovamente arruolato con un investimento di 11 euro. Torna talvolta a deglutire nervosamente come ai bei tempi; anche se ormai Amauri è un sogno lontano e irrealizzabile, si scontra lungamente ora con il presidente dell’Antara ora con quello della 42nd Street per accaparrarsi i comuni obiettivi. Talvolta è costretto alla ritirata, in altre occasioni centra l’obiettivo, come nel caso di Eto’o, che è stato per una mezzoretta il giocatore più pagato nella storia del fantacalcio prima del colpo Diego; questi record tuttavia, come la Roma campione d’Italia per mezz’ora, lasciano il tempo che trovano, se è vero che il camerunense, oltre a non avere l’ambizione di diventare capocannoniere del campionato, dovrà assentarsi per la coppa d’Africa per quasi due mesi. Lo sforzo effettuato finisce con l’indebolire le casse societarie, con il risultato inevitabile di penalizzare gli altri reparti: ne consegue un centrocampo assolutamente mediocre, dove gli ormai maturi Cambiasso e Zanetti sono stati affiancati da un nugolo di comprimari, ed una difesa arrabattata con acquisti dell’ultimo momento che, oltre ad essere numericamente risicati (solo 6 uomini!), non garantiscono solidità al reparto. Anche per lui si prevede il ricorso al mercato dei prestiti per dare maggior linfa alla compagine.

PIU’: Julio Cesar

MENO: Difesa risicata, centrocampo mediocre, Zanetti e Cambiasso stanchi

SPERANZE: mercato di riparazione

FANTAPREVISIONE: ancora non ci siamo 

 

42nd STREET

Torna dall’America frastornato, ancora intontito dal fuso orario ed assolutamente impreparato sui vari risvolti del mercato, tanto da ricercare continuamente sulla Gazzetta le sorti dei vari Gasbarroni, Molinaro, Cribari di turno, che riacquista ogni anno nonostante gli ‘zero tituli’ in bacheca. La prima fase del mercato si impronta sull’incertezza sul ruolo dei portieri dove, dapprima rinuncia con le conferme ad un utile Rubinho per far posto al pupillo Gamberini, e poi si lascia sfilare davanti i vari big, per poi ripiegare sul solito Handanovic e su Mirante, nella speranza che ‘Guidolin subisca pochi gol’ ma, come i maligni fanno notare, ‘Mirante sì’. Detto questo, va evidenziato comunque che la difesa è nettamente superiore alla banda del buco dello scorso anno e che, come già accaduto nel recente passato, l’attacco si presenta ai blocchi di partenza una spanna al di sopra delle concorrenti, con l’indubbio potenziale realizzativo delle sue quattro stelle di 60-70 gol, che nessun altro ha. A giudizio della fantaredazione, dal momento che lo scorso anno era uscito a mani vuote nonostante il superattacco, molto dipenderà da quanto il presidente americano sarà riuscito a migliorare gli altri reparti, in particolare il centrocampo, che potrebbe avvalersi di due potenziali stelle, peraltro super pagate, come Pastore e Sneijder, sempre che non ripercorrano le orme sbiadite del vecchio Mancini interista. Tutti concorderanno comunque che con Pastore e Campagnaro la squadra sarà decisamente più ruspante di quanto fosse con Figo.

PIU’: attacco devastante, è l’anno di Matuzalem

MENO: portiere inaffidabile

SPERANZE: Pastore nuovo Kakà

FANTAPREVISIONE: alzerà una coppa al cielo di New York 

 

FURNACE CREEK

Dopo aver sfigurato nei vecchi derby Hellas-Chievo (chi ha la memoria corta può sfogliare le statistiche sul sito…) e nei più recenti Ortona-Ortana, adesso la presidentessa mette da parte infelici confronti italici e ci riprova in terra d’America, nell’intento di contrastare la squadra di New York con un nuovo team californiano  dal nome impronunciabile per i non avvezzi alla Death Valley. Ho detto avvezzi e non Lavezzi, che invece viene tagliato senza remore dal nugolo di attaccanti che l’hanno portata all’ennesima retrocessione della sua fantacarriera. Ma stavolta la musica è cambiata, le casse americane hanno portato denaro liquido, il suono delle slot machine di Las Vegas ha insinuato un impulso al rischio, un impeto di determinazione che stravince il braccio di ferro con la tirchieria cronica. In realtà la tirchieria cronica, o spilorceria atavica, come la volete chiamare, prevale nella fase iniziale, quando si presenta con una spasmodica attenzione ai centesimi degli arrotondamenti, come non avesse pensato ad altro dal giorno della retrocessione, ma forse era soltanto un’azione di disturbo nei confronti del presidente della 42nd Street. Ma ben presto si rivela tra i più attivi del mercato, mettendo a segno il colpo più caro della storia del fantacalcio, Diego 30 euro udite udite, e spendendo per la prima volta nella fantastoria tutto il bottino a propria disposizione, evitando quegli inutili risparmiucci degli anni passati. Nonostante il supercolpo, dal mercato esce una formazione completa in ogni reparto, affidabile in porta, arrembante in difesa con le due frecce Maicon e Grosso a proporsi sulle fasce, con uno Stankovic sulla trequarti pronto ad imbeccare le punte, che non saranno da 20 gol a campionato, ma garantiranno comunque un buon bottino di marcature. In soldoni (quelli ben spesi…) quindi, se Diego confermerà le aspettative che al momento tutti ripongono in lui, come dice il presidente del Tubrust potrà schierare ogni settimana 4 punte, con l’aggiunta di avere molti elementi chiave delle grandi squadre. Non sarà facile per nessuno espugnare la valle della morte, che per molti rischierà di esserlo di nome e di fatto, ma attenzione alla difesa dove, a parte le già citate frecce laterali, gli altri acquisti non forniscono garanzie di titolarità.

PIU’: Diego la stella, Iaquinta la solidità

MENO: Difesa risicata, Stankovic meno decisivo

SPERANZE: Cassano a caccia del mondiale

FANTAPREVISIONE: fantacampione d’Italia 

 

ANTARA CLUB

Sembra un altro, meno attendista più sbarazzino, meno calcolatore più estemporaneo, meno computerino più naif. La fantaredazione in tutta onestà lo preferiva nella vecchia veste, dove aveva modo di esprimere la sua indubbia competenza mettendo a segno i soliti acquisti basati sull’ottimizzazione del rapporto qualità-prezzo. Ora invece, esaltato dall’innalzamento del tetto monetario e rinfrancato dal pericolo scampato della multa da pagare, si getta a capofitto sul mercato riponendo sulla pensione di Doni grosso modo quello che avrebbe dovuto pagare al comune di Roma per il divieto di sosta. Amante del rombo con le patate, fa incetta di difensori con il vizio del gol (Biava e Kolarov su tutti) e di centrocampisti offensivi ma, a parte il confermato Hamsik, pochi sembrano in grado di imprimere la svolta al campionato, dal momento che saranno alle prese con la possibile retrocessione delle rispettive squadrette. L’attacco, godendo di ben sette elementi, è numericamente nutrito, ma la maggior parte degli acquisti sono stati pagati circa il doppio del loro reale valore di mercato, mentre il vero obiettivo di reparto (Eto’o) viene perso in dirittura d’arrivo. Senza citare il clamoroso errore dell’acquisto di Tavano a 3 euro da schierare a fianco del ‘compagno’ Lucarelli. Leggendo i seguenti affaroni: Totti 19 euro, Lucarelli 6 euro, Floro Flores 5 euro, neanche il presidente del Tubrust con i suoi videopoker notturni né la presidentessa del Furnace Creek durante le sue scorribande a Las Vegas avrebbero mai scommesso che l’autore di tanto spreco fosse proprio l’Antara Club.

PIU’: gol da tutti i reparti

MENO: centrocampo da provinciale

SPERANZE: rigori per la Roma

FANTAPREVISIONE: medio cabotaggio 

 

GOLIA UNITED F.C.

Si ripresenta al momento del mercato tirato a lucido e pronto ad investire quanto risparmiato a Fiumicino durante le iperscontate cene estive a base di pesce crudo. Tuttavia, nel valzer dei portieri si deve accontentare di Amelia dopo aver visto sfilare in successione tutti i top player, rimane ipnotizzato da Barbapapà nel fatidico momento dell’asta per Totti, che vede accasarsi altrove con aria imbarazzata, alza le mani repentinamente di fronte al prezzo di Eto’o. Ma soprattutto non coglie l’occasione di una vita, quella di assicurarsi la stella del mercato Diego, nonostante occupasse la pole position delle disponibilità finanziarie. Eh, caro presidente del Golia, quando ricapiterà nuovamente di potersi assicurare il miglior giocatore disponibile senza dover sgomitare con i vecchi marpioni della lega? E invece niente, un semplice ‘passo’ sulla soglia dei 27 euro e Diego si avvia verso la valle della morte in mezzo ai rimpianti. Era l’unico modo per cambiare veramente la storia, per invertire il senso di marcia, per rompere le barricate; non basteranno il demotivato D’Agostino, il redivivo Mauri o lo sciupone Acquafresca, per il quale arriva a sborsare ben 11 euro. Anche il reparto offensivo, composto di soli cinque elementi, non potrà affidarsi in eterno alla seconda giovinezza di Di Vaio, ma dovrà cercare chissà dove i gol necessari al raggiungimento di un’eventuale salvezza. Per fortuna che con i soldi non spesi ci scapperanno altre due cene di pesce crudo a Fiumicino!

PIU’: centrocampo robusto

MENO: attacco spuntato, D’Agostino demotivato, Di Vaio infiacchito

SPERANZE: mercato di riparazione

FANTAPREVISIONE: retrocessione 

 

I MAMMURIANI

Il padrone di casa si presenta con una fitta griglia di soglie da rispettare ma, all’opposto di quanto fa il presidente del Tubrust e a dispetto del noto principio dell’onore e del rispetto delle soglie, deroga continuamente dai tetti da lui stesso prefissati, manifestando un’indole in fondo ben poco siciliana. Nonostante ciò, dopo aver dichiarato ai quattro venti di voler puntare tutto sull’asse romano De Rossi-Totti, vede sfumare il capitano giallorosso per un piatto di lenticchie per poi ripiegare sul suo alter-ego Rocchi e sulla voglia di rivincita di dentone Ronaldinho, reduce dai fallimenti in camicia nera. La difesa è imbottita di romanisti o ex-romanisti, il centrocampo coriaceo è un interessante mix tra incontristi mastini e folletti di fascia, e l’attacco definito a caldo ‘di sole seconde punte’ (in termini di ruolo, e non certo di spessore) si impreziosisce nel finale del contributo della scommessa Huntelaar, che potrebbe garantire dagli zero ai venti gol a stagione, per la precisione. In barba al principio e, nonostante dopo tante promesse non mantenute negli anni passati il tetto complessivo sia finalmente stato innalzato, arriva a fine mercato con le polveri clamorosamente bagnate, dovendosi accontentare (e non è la prima volta) dei classici avanzi del mercato per completare l’organico. Più che di polveri bagnate bisognerebbe parlare in realtà di casse societarie svuotate, se non fosse per le rimbombanti casse dello stereo di casa pronte a creare frastuono e confusione nei momenti di difficoltà. 

PIU’: assenza di punti deboli

MENO: assenza di potenziali capocannonieri, annataccia di Mutu

SPERANZE: Huntelaar

FANTAPREVISIONE: alzerà una coppa al cielo della Sicilia 

STAGIONE 2008-2009

I MAMMURIANI: ospitano per la prima volta il mercato settembrino, attenti a difendere il loro feudo da tentativi vari di alzare il tetto e attentati per rovesciare tutto ciò che c’è di commestibile sul pavimento, ma stavolta almeno le sedie sono state rinforzate a dovere!In questo tourbillon generale, dove si registra la deficitaria assenza della presidentessa, ormai relegata al ruolo di preparatrice di pappette e insalata di riso, il presidente di ruolo costruisce un organico tristemente orfano di coloured, con i soli Juan e Vieira a garantire la riproduzione della specie, e di siciliani, con il solo catanese adottivo Paolucci a candidarsi prepotentemente al ruolo di capitano del club.Lo stato confusionale è evidente allorchè, al momento della chiamata di Paolo Cannavaro (i lettori ricorderanno che lo scorso anno di questi tempi si diceva che senza di lui ‘la difesa del Napoli crolla a picco’ …), il presidente siciliano sentenzia: ‘I Bergomi ci sono riusciti a diventare due giocatori di serie A, i Cannavaro no!’, come se nella storia del calcio ci fossero stati due fratelli Bergomi, uno con e uno senza baffi, in versione mundial.Mistero!A parte l’ironia su coloured e fratelli Bergomi, tuttavia, il ‘presidente unico’ ingrana la marcia, parte in quarta, occupando il ruolo di re del mercato mattutino, piazzando in rapida successione prima che spari il cannone del Gianicolo i fantacolpi Carrizo, Nesta, De Rossi e Mutu, uno per reparto, tanto per far notare a tutti che chiunque vorrà trionfare a fine anno dovrà fare i conti con i Mammuriani, o meglio con il Mammuriano.Non considerando l’infortunato cronico Nesta, la difesa titolare è quasi interamente romanista, con gli umorali Cassetti, Cicinho e Juan a fare da schermo al portiere Carrizo; ma come dice qualcuno che se ne intende davvero e che è allergico alle ovvietà, sempre meglio avere la difesa della Roma che quella del Cagliari! E poi Hakan Juan non segnerà come un turco, ma ha già dimostrato di poter guidare la difesa siciliana verso porti sicuri. La partenza così sparata lo relega tuttavia ad una situazione di emergenza pomeridiana, quando è costretto ad accontentarsi delle briciole lasciate dai contendenti per completare la rosa a disposizione. Per ovvie ragioni, quindi, si denota un  sensibile divario tra titolari e rincalzi (i vari Agostini, Del Prete, Coelho), elemento che potrà pesare almeno fino al mercato di riparazione sul rendimento di una compagine impegnata su più fronti. Ottimo il centrocampo sull’asse Camoranesi-De Rossi-Vieira, l’attacco è piuttosto competitivo nei suoi elementi di spicco, ma appare forse troppo dipendente dalle zolle friulane nell’accoppiata Quagliarella-Di Natale: come osservato dagli addetti ai lavori già in sede di mercato e come lucidamente subito riconosciuto dallo stesso presidente, sembra un errore puntare sui due bomber della stessa squadra, nonostante la loro validità sia a tutti indiscutibile.A conti fatti lotterà per le primissime posizioni ma, a causa di una precaria gestione del turn-over, si dovrà accontenterà con un pizzico di rammarico di un onorevolissimo terzo posto, seppur la sua stagione sarà salvata dalla conquista di un portaombrelli, che si rivelerà preziosissimo per far fronte ai ben noti temporali che spesso imperversano sui Monti Nebrodi. 

 

DINAMO TUBRUST: il pluricampione in carica della Champions stavolta appare confuso, privo del suo celebre laptop, su cui trascriveva minuziosamente gli acquisti dei suoi contendenti, intento più ad alzare il tetto (forse intendeva dire quello della sede del mercato, con buona pace degli inquilini del quarto piano!) e ad abbuffarsi di patate maritate senza rovesciarle sul pavimento, che a chiarirsi le idee sui suoi obiettivi di mercato.‘Per la prima volta chiamiamo un Pallone d’oro!’ è il suo slogan al momento di chiamare Schevchenko e, dimentico dei vari Zidane, Nedved, Cannavaro e compagnia, questa è una chiara testimonianza del suo stato confusionale.Dopo aver rinunciato a malincuore (a causa di una sterile regola sugli indici Istat dell’inflazione per i beni di prima necessità introdotta dalla presidentessa del Ponte Milvio) alla possibilità di investire sul mercato tutto il capitale ricavato dalla vittoria della Champions dello scorso anno, decide di puntare tutto sull’acquisto di Kakà e con lui di altri due quarti del centrocampo del Milan, di cui vanta ben 5 elementi di spicco, nonostante Ciccio jr, da buon conoscitore di calcio qual’è, lo avesse implorato di puntare su De Rossi, poi approdato sui lidi siciliani.Niente da dire sul fromboliere brasiliano, per carità, nonostante sia reduce da campionati tutt’altro che travolgenti e abbia anche qualche problemino fisico, ma ai più sembra quanto mai azzardato riporre tutte le speranze sulla squadra rossonera, probabilmente la più a rischio-fallimento tra le grandi.Difatti, dopo aver finto di puntare tutto sull’Arabo Allegro, inserito tra i nomi ‘da chiamare’ anziché tra quelli ‘da prendere’, secondo una strana logica del far lievitare i prezzi degli acquisti altrui, pensa bene di affiancare al Papero Triste Pato l’ucraino Schevchenko, un tempo felice, ma ormai caduto in profonda depressione.Rispetto al recente passato, paradossalmente, sarebbe opportuna qualche ‘fachirata’ in più, un colpo ad effetto per stupire l’esigente platea marchigiana, una scommessa a cui nessuno avrebbe pensato (vedi il Pato dello scorso anno …) che poi nel corso della stagione si possa rivelare azzeccata.Invece, questa volta prova ad andare sul sicuro (si fa per dire, con tutta questa ondata rossonera, di cui neanche l’equilibratissimo Galliani farebbe incetta), ed inoltre il giochetto di far lievitare i prezzi altrui gli si ritorce incredibilmente contro, se si guarda alle cifre iperboliche spese per garantirsi le prestazioni di alcuni suoi mediocri giocatori ‘da prendere’, come Stovini o Melo.Puntare tutto sul Milan? Neanche per sogno: se Pato e Schevchenko sono i nomi più altisonanti dell’attacco, il re tra gli acquisti offensivi è in realtà il ‘Cardinal Milito’, chiamato a guidare un attacco da legione straniera e a rispondere con i gol al roboante prezzo di 11 Euro che si è reso necessario per strapparlo dalle grinfie dei Red Gunners.La fantaredazione prevede una stagione tra alti e bassi, tra i sogni scaturiti dagli acuti di Milito e Kakà e i rimpianti di fronte alle stecche di Pato e Schevchenko, per un comunque discreto piazzamento finale al quarto posto, rabbuiato tuttavia da cocenti delusioni di coppa.

 

THE RED GUNNERS F.C.: scampato il pericolo di ritrovarsi nuovamente a Pescasseroli in occasione del mercato, dove copiose lacrime erano state versate un anno fa, si presenta alla sede del mercato con moderata puntualità e rinnovato fare intellettuale, disposto ad assecondare gli input ricevuti da segreti emissari internazionali ed intento a leggere quel pistolotto di ‘Guerra e pace’, di cui tuttavia si ferma solo ad ammirare a lungo la copertina.Di farina del suo sacco quest’anno ce ne mette proprio poca, e questo alla lunga potrebbe rivelarsi un bene, dal momento che è in perenne contatto con fantomatici operatori di mercato della Reggina che gli consigliano ora questo ora quel presunto colpaccio e che, tanto per avvantaggiarsi sul lavoro, si presenta munito di fotocopia degli obiettivi della Dinamo Tubrust, con il cui presidente inscena una pantomima molto simile a quella tra Sandra e Raimondo.Tra un ‘che barba, che noia’ e l’altro, gli strappa a suon di euro i fiorentini Kuzmanovic e Montolivo, ma è costretto ad arrendersi di fronte all’acquisto del ‘Cardinal Milito’, che avrebbe portato con sé in dote tanti gol e forse qualche libro di preghiere da sfogliare durante il mercato di riparazione al posto dell’ormai logoro ‘Guerra e pace’.Non si capisce onestamente come, perso il ‘Cardinale’, il presidente anglosassone non abbia la forza sul mercato di trovare una benché minima alternativa, lasciando il povero Ibrahimovic a cantare e portare la croce, a predicare nel deserto per tutta la stagione, circondato com’è da seconde e terze scelte, peraltro ben pagate, come Balotelli e Pellissier, per cui dilapida la bellezza di 10 Euro complessivi.La difesa juventina, ruotando attorno all’affidabilità di Grygera e Legrottaglie, garantisce solidità al reparto, il centrocampo viola, con i vari Jovetic e Montolivo, potrà fornire in corso di stagione qualche piacevole sorpresa, ma la penuria di punte da affiancare a Ibra lo costringerà a schierare un modulo molto abbottonato che, per esperienza fantacalcistica, quasi mai risulta premiante.Lotterà fino all’ultimo per garantirsi la conferma del nome ed alla fine, tra mille angoscie e patemi d’animo, vincerà il suo scudetto, confermandosi ancora una volta nella massima serie. 

 

BLOUSON NOIR: il nostro campione in carica stavolta parte ad handicap, costretto a rinunciare a tutto il reparto offensivo in scadenza di contratto, e se il primo in classifica finisce per confermare elementi del calibro di Bovo, Siviglia, Rossi e Mudingayi, è evidente a tutti che la squadra è, per dirla alla Piccinini, ‘tutta da rifare’ in sede di mercato, e difficilmente potrà confermarsi alle primissime posizioni a cui è abituata.Consapevole di ciò, tra i pali sceglie una garanzia come Julio Cesar, ma la difesa a forti tratte palermitane risulta infarcita dagli ormai classici acquisti dell’ultim’ora a prezzo di saldo, quelli che tutti definiscono ‘acquisti dell’una di notte’ o, se preferite, ‘acquisti che terminano in –ini’, seppur nello specifico abbia optato per Bocchetti per motivi di buongusto.Il centrocampo appare davvero ben assortito, imperniato sull’estro degli argentini Almiron, Cambiasso, Ledesma e Zanetti, argentini che, si sa, non deludono mai le aspettative.Ma quando è il momento di piazzare il colpo Amauri, che il presidente avrebbe volentieri trattenuto in camicia nera, si ritira a malincuore, deglutendo nervosamente, per poi ripiegare su Pepe e circondarlo di un nugolo di extra-comunitari. E’ pur vero che non va di certo a raccattare giovanotti imberbi nei campi rom o nelle periferie parigine, che peraltro mal si adatterebbero ai principi camerateschi delle Blouson Noir, ma punta tutto su acquisti altisonanti quali Pandev e Ronaldinho, per i quali arriva all’esborso complessivo di ben 33 Euro.Tuttavia, se si considera che l’indiscutibile talento di Pandev si esprime a meraviglia quando è chiamato a supportare un prima punta, e che su Dinho permangono parecchi dubbi di ambientamento, si può affermare senza timore di smentita che l’attacco appare privo di un bomber di razza che possa garantire capacità realizzative in linea con gli obiettivi societari.In sede di commento, si può dire che forse è mancata quella classica ‘bava alla bocca’ che lo scorso anno lo aveva portato a ricostruire una squadra vincente ed è per questo che, nonostante la sua competenza lo condurrà al sicuro da posizioni pericolose di bassa classifica, difficilmente potrà confermare la sua leadership e dire la sua per la conquista del titolo.La fantaprevisione lo colloca al quinto posto di una anonima classifica ma, al termine della stagione, vuoi per qualche importante ritocco in sede di riparazione, vuoi per la comparsa invernale della classica bava, vuoi per quel pizzico di buona sorte che difficilmente lo abbandona, avrà la possibilità di giocare e vincere una finale di coppa. 

 

PONTE MILVIO F.C.: l’ormai unica presidentessa del mercato a tratti sembra cambiata, libera da quei cordoni della borsa troppo stretti per acquistare giocatori e troppo larghi per acquistare vestiti che negli anni passati l’hanno relegata sempre all’ultimo posto della fantaclassifica ma al primo posto nell’hit parade del guardaroba.E sembra cambiata anche nella scelta del nome, preferendo evitare qualsiasi delusione proveniente dai derby malamente persi ai tempi dell’Ortona e dell’Ortana, e sintonizzandosi sul canale romano di Ponte Milvio, ormai libero dall’ingombrante presenza dell’Orgoglio Capitolino.Con l’acquistone di Frey piazza il colpo-portiere per la prima volta nella sua fantastoria e, come se non bastasse, tra i primi botti del mercato c’è il suo roboante acquisto di Trezeguet, che finora ha sempre risposto a suon di goal a quanti hanno riposto fiducia e denari sul suo nome.La difesa a conti fatti appare di gran livello, tra le migliori mai viste nella storia del fantacalcio, sorretta dai cursori interisti e dai colonnelli romanisti più tenaci, ma è ormai chiaro a tutti che, a dispetto del calcio, il fantacalcio non sarà mai un gioco che premia chi si difende.E dal momento che, come tutti sanno, le manca sempre una lira per fare un milione (o se preferite un Euro per fare un migliaio), ecco materializzarsi le note dolenti: a parte il già citato colpo Trezeguet, che peraltro sostituisce Totti in un organico già retrocesso lo scorso anno e che dovrà per forza di cose suddividere il proprio bottino di realizzazioni con le altre bocche da fuoco juventine, il centrocampo e soprattutto l’attacco appaiono asfittici come sempre è stato nella tradizione della presidentessa.Come già avvenuto in occasione delle precedenti retrocessioni, infatti, sembra inspiegabile chiudere il mercato con un risparmio di circa 15 euro (pari al 25% del capitale a disposizione!), senza utilizzarli per rimpolpare il reparto di centrocampo, ormai orfano di gente come De Rossi e Seedorf, la cui partenza è stata colmata, udite udite, dall’acquisto dei due incursori atalantini Ferreira Pinto e Padoin.Tanto per dimostrare la sua idiosincrasia cronica nei confronti dei bomber, ironizza sull’acquisto milionario di Milito, confondendolo con il Cardinal Milingo, e ripiegando su attaccanti come Acquafresca, Iaquinta e Lavezzi, il cui contributo sottoporta appare ridotto ai minimi termini.La fantaredazione, in questo senso, non prevede miracoli: la presidentessa non riuscirà a trasformare i lucchetti del Ponte Milvio a cui si ispira in attaccanti prolifici, lotterà più che in passato per la salvezza contendendola ai Red Gunners, ma alla fine sarà costretta ad arrendersi e a buttarsi dal Tevere per sfuggire alle ire dei tifosi inferociti. 

 

GOLIA UNITED F.C.: in certi momenti sembra un altro, sbarbato, silenzioso e determinato nella spasmodica ricerca dei suoi obiettivi di mercato, incurante del bombardamento mediatico (di email, si intende …) che, come dice il Ciccio, ‘avrebbe fatto perdere la pazienza anche a Padre Pio’ e finalmente libero da tutte le amiche che rischiavano di confondere la sua lucidità durante la sessione del mercato.In altri momenti, invece, sembra lo stesso di sempre, affezionato a quei soliti giocatori ‘maturi e brevilinei’ con cui, ad averli avuti a disposizione qualche anno fa (diciamo ai tempi del predominio dell’Orgoglio e dell’Ortona), avrebbe certamente dato del filo da torcere a qualsiasi avversario.Ma i tempi sono cambiati: Totti è chiaramente in una fase di declino fisico e non vale più i 22 Euro stanziati, gli ultra-panchinari Crespo e Inzaghi  giocano e segnano con il contagocce da un quinquennio, Di Vaio e Miccoli sono le classiche promesse non esplose degli anni ’90 (della serie, non andavano bene neanche da giovani!), e così l’attacco, come da tradizione goliana a forte prevalenza italiana, appare privo di chi possa davvero far fare il famoso salto di qualità alla squadra di Fiumicino.E’ vero che il nostro presidente conferma tra i pali quella garanzia di portiere che risponde al nome di Buffon ma la difesa, imperniata sui fiorentini Dainelli e Zauri, risulta assolutamente mediocre, e soprattutto il settore offensivo appare inadeguato per rimanere nella massima serie.Il reparto migliore, a giudizio di chi scrive, è il centrocampo che, seppur sia molto autarchico e assolutamente privo di stelle esotiche, è imbottito di uomini di sostanza, abbinando sapientemente la quantità di Palombo alla qualità di Rosina, la corsa di Brocchi al fosforo di Pirlo.Tuttavia, la stagione in chiaroscuro delle sue stelle Pirlo, Rosina e Totti, ed una serie di attaccanti comprimari che segnano più o meno come difensori, lo relegheranno in fondo alla classifica, di cui rappresenterà fin dall’inizio il triste fanalino di coda.

 

ANTARA CLUB: da vecchio volpone qual è sa che le squadre che vincono gli scudetti si poggiano necessariamente su un difesa d’acciaio e che i migliori difensori si trovano nel Belpaese, ed ecco a voi sfornata una difesa quasi interamente italiana, con il solo Jankulovski (peraltro ormai abbondantemente italianizzato) in mezzo a tanti nomi di casa nostra, con la stella di Chiellini a brillare nel firmamento del campionato.Il centrocampo inoltre è davvero ben assortito, con giocatori tutti provenienti da club diversi e soprattutto impreziosito dalla presenza di centrocampisti offensivi o, se preferite, goleador mascherati da incontristi quali Brienza, Hamsik e Quaresma per i quali, a dispetto delle vecchie abitudini, si mostra disponibile a togliere qualche ragnatela dal portafogli dell’invicta degli anni ‘80, superando i cronici limiti della vecchia filosofia antariana.Questa ricerca nella zona nevralgica del campo di giocatori dalle attitudini offensive non è casuale, se si pensa alla caccia spietata effettuata dal ‘computerino’ in estate per appropriarsi delle prestazioni del genoano Palladino, poi rimasto a furor di popolo sulla quarantaduesima strada.Fosse una squadra di serie A, la paragoneremmo alla Juventus, tosta, coriacea, affidabile, senza fronzoli, ‘fachirate’ o punti interrogativi, votata all’equilibrio tra i reparti e al cinismo sottoporta, la paragoneremmo alla Juventus, se non fosse per quell’’onestà intellettuale’ che lo porta inevitabilmente a cominciare l’asta dei giocatori di valore da 5,20 euro, quell’’onestà intellettuale’ che lo contraddistingue e che non è proprio nel dna bianconero. Ma basterà per vincere? Le malelingue dicono che l’attacco si impernia su ‘due vecchi e un fratturato’, alludendo all’infortunio occorso a Rocchi, all’età non più verdissima di Del Piero e all’appeal, prima ancora che ai dati anagrafici, della Bestia Baptista.Osservando con più attenzione, tuttavia, emerge chiaramente che i primi due punteros citati, seppur per forza maggiore nella fase discendente delle loro performance, sapranno garantire un buon bottino in fase di finalizzazione e che, nei momenti di apnea, potranno essere surrogati da elementi di sicura affidabilità come Bianchi e Maccarone.Il potenziale punto debole semmai, a detta della fantaredazione, è in porta dove, se non ci si lascia abbagliare dalla presenza dei tre portieri del Milan, nessuno appare come portiere di assoluta affidabilità di fronte alle imbarcate difensive rossonere.Nonostante i guizzi di Quaresma, non ‘trivelerà’ un campionato comunque equilibratissimo al vertice ma, alla lunga, talvolta sfruttando la zampata di un centrocampista (Brienza, Caserta, Hamsik, Inler, Quaresma, Taddei, fate voi ..), talvolta con l’’onestà intellettuale’ dei suoi bomber Rocchi e Del Piero, talvolta azzeccando la scelta dell’attaccante di turno da schierare tra Bianchi, Cavani e Maccarone, talvolta con una buona dose di fortuna che sempre accompagna le squadre costruite con intelligenza, taglierà il traguardo prima degli altri, si laureerà campione e, in barba all’’onestà intellettuale’, si permetterà pure di applaudire i suoi più valorosi contendenti (Mammuriani, 42nd Street e Dinamo Tubrust) mentre scorrono i titoli di coda.          

 

42nd STREET: la sua partenza, a tratti confusa e a tratti troppo innovativa per i tempi che corrono, lo porta a trasferire la sua squadra dalle macerie della Marsica, dove i successi degli anni passati sono stati travolti a colpi di terremoto e incendi dolosi, fino alle macerie degli States, ancora in ricostruzione dopo l’11 settembre, per riportare nuovi stimoli in uno spogliatoio di fatto spaccato dalle merendine di Ronaldo.La scelta appare promettente per il futuro, se è vero come è vero che i businessmen americani sono di certo più avvezzi alla ricostruzione rispetto ai pastori marsicani, ma forse troppo azzardata nell’immediato, allorchè da Wall Street ci si dovrà confrontare con i vecchi volponi della lega italica.A proposito di volponi, sulla scia dei Blouson Noir, la difesa è arraffazzonata a prezzo di saldo, improntata com’è sull’asse laziale-fiorentino costituito dalle coppie Rozenhal-Cribari e Gamberini-Kroldrup, priva di un marcatore di spicco e anche numericamente un po’ carente, così come fa discutere la scelta di rinunciare a priori ad un portiere come Carrizo per puntare su un trio di medio cabotaggio.Ma tant’è, se nel cambio del nome la società ha radicalmente mutato approccio, lo stesso non si può dire sulla scelta dei giocatori che, soprattutto a centrocampo nel trio Ambrosini-Gasbarroni-Santana, rispolverano troppe delusioni della precedente gestione, come se la passata retrocessione fosse piovuta dal cielo anziché conquistata sul campo a suon di sconfitte. Se era davvero tutta colpa delle merendine, cosa succederà ora con tutti quei fast-food?Il centrocampo però, a ben vedere, ha in canna un buon bottino di gol potenziali, dal momento che il rinvigorito Mancini si riprenderà dal recente torpore giallorosso, e che Santana e soprattutto Gasbarroni questa volta non deluderanno le rinnovate aspettative.E l’attacco, a freddo definito come ‘il migliore della lega’, è davvero molto interessante nell’immediato così come in prospettiva e ricorda, seppur con le debite proporzioni, il sensazionale attacco della prima Ortona, focalizzato com’è su alcune certezze ereditate dall’anno precedente come Gilardino e Cassano, entrambi in condizioni psicofisiche decisamente migliori rispetto a 12 mesi fa, impreziosito dal colpo-Amauri (definito come ‘il nuovo Ibra’ e sottratto a suon di Euro dalle grinfie del deglutente presidente del Blouson Noir) e integrato da alcune possibili sorprese del campionato come Zarate e Denis.Se, come si crede, l’Arabo Allegro confermerà le indicazioni di inizio stagione, il team newyorkese potrà recitare un ruolo da protagonista nel torneo, tanto da far mangiare le mani (sarebbe capace di divorarsi pure quelle …) a chi ha preferito puntare sul Papero Triste ma, a causa delle strutturali lacune difensive e di un pizzico di malasorte nei momenti chiave della stagione, dovrà accontentarsi di un secondo posto, con mille rimorsi ma con ottime conferme per l’anno a venire.

STAGIONE 2007-2008

I MAMMURIANI: ancora una volta una presidenza a due facce: pacata ed equilibrata nella sua componente femminile, ormai avvolta dal mistico alone della maternità, irritante e fastidiosa nella sua componente maschile, che eredita dal retrocesso Presidente del Celtic l’azione di disturbo, se possibile moltiplicandone gli effetti distruttivi.
Acquista bomber Trezeguet con in dote il suo pacchetto di 20 gol, e fin qui siamo tutti d’accordo, ma alcune scelte non sembrano francamente condivisibili, a partire dalle costose conferme di Iaquinta (che a conti fatti giocherà poco) e Dida (che sarebbe meglio se giocasse altrettanto poco…), e di altri giocatori che mai nella vita ripeteranno i recenti exploit (Almiron, Caserta e Spinesi in testa).
Sa di aver perso la grande occasione dello scorso campionato, e che il prossimo treno non passerà a breve giro di posta; questo lo rende nervoso, e la lista degli errori di mercato è lunga come la lista della spesa della mamma del Ciccio quando ha il figlio a pranzo.Spende la bellezza di 9 euro per puntellare il reparto difensivo, in particolare superpaga il difensore Juan, ribattezzato Hakan Juan, nella speranza che “segni come un turco”, infastidisce il Presidente del Tubrust sull’acquisto dell’inutile Ferrari, come se ciò lo ripagasse parzialmente dello scudetto perso così malamente, non riesce ad infarcire la sua compagine di siciliani e coloured come ai bei tempi che furono.
Perfino Antonio, l’ospite del fantamercato abituato a comprare Kakà per 20 centesimi, non può fare a meno di abbandonare la seduta di fronte all’acquisto di Morris Carrozzieri, come a dire: ora è davvero troppo!


Voto: 4,5  Giudizio: a buon intenditor poche parole.



DINAMO TUBRUST: neanche viene fissata la data del mercato, e già commette un errore imperdonabile: rinuncia cavallerescamente alla possibilità di organizzare la seduta a casa sua, nelle Marche, dove (come da Fantaprevisione 2006-2007, n.d.r.) aveva guadagnato il diritto di ospitare il mercato grazie ai successi dell’anno precedente.
E’ vero che i suoceri, conoscendone le capacità distruttrici di sedie, non gli avrebbero mai lasciato il governo del salotto di casa, né tantomeno del dondolo del giardino, ma così facendo il nostro tecnologico eroe rinuncia in un sol colpo a distrarre il Presidente del Blouson con il tanto amato cartoccio di olive ascolane, ed il Presidente dell’Antara, che avrebbe valutato per ore la convenienza della scelta dell’Autostrada (a pagamento) rispetto alla Salaria (aggratisse).
Ed invece niente, anzi. E’ proprio il campione in carica a sembrare distratto, appagato, con la pancia piena (questa volta di trofei e non solo di patatine), non riuscendo a sfruttare gli indiscutibili vantaggi che in genere i Presidenti scudettati hanno.
Per buona parte del mercato appare più concentrato sul file excel su cui trascrivere gli acquisti dei contendenti, per poi copiarli in word tramite interfaccia automatica, dunque scaricarli in formato pdf, e da qui riversarli infine sul fantastico sito da lui stesso progettato, che a costruire una compagine in grado di ribadire i fasti del recente passato.
Ed ogni volta che ricade nel vecchio vizio dell’ipertecnologia e delle “fachirate” (vedi l’acquisto dell’ectoplasma Pato), è poi costretto a versare lacrime amare, il cui condensato è diretta conseguenza di un attacco dove a fianco ad un Mutu sarà costretto a schierare un cieco (Adriano) ed uno storpio (Montella). Niente a che vedere con il trio delle meraviglie Totti, Inzaghi, Lucarelli che tante soddisfazioni gli hanno dato nella passata stagione.
Per salvare la stagione e garantire una tranquilla posizione di metà classifica, meno male che c’è Paolo Cannavaro perché, quando manca lui, “il Napoli crolla a picco”!


Voto: 5  Giudizio: mercato e buoi ai paesi tuoi.



THE RED GUNNERS F.C.: aveva promesso più volte di cambiare aria di fronte ad una ennesima retrocessione, ma a dispetto dei santi rimane coraggiosamente in sella, spavaldo come se non avesse buttato 80 euro l’anno da più di 10 anni, ed a tratti sembra perfino oculato, coscienzioso, certamente più maturo rispetto al passato dopo le tante scoppole subite.
Cominciamo col dire che arriva con puntualità, e questo atteggiamento nuovo già depone a suo favore, dopo i lunghi ritardi degli anni passati.
Superata la naturale ed assolutamente comprensibile commozione di fronte al giardino di Fonte Fracassi, dove per tante estati aveva ruzzolato felice ed ignaro di quanto il Fantacalcio avrebbe rappresentato nel suo processo di crescita, si mostra concentrato sull’obiettivo e, dopo le conferme di rito, porta subito a casa l’estro di Ibrahimovic, convincendolo a trasferirsi addirittura in una neopromossa, forse attraendolo con un nome poco originale ma molto accattivante, che sa d’oltremanica: Red Gunners.
Certo, a voler guardare la sua squadra al microscopio (ma forse anche al macroscopio…) le incongruenze non sono poche: l’inspiegabile rinuncia a Rocchi, l’acquisto a fondo perduto - tipo Cassa del Mezzogiorno - di Carrizo, e di altri giocatori che scenderanno in campo con il contagocce (Jimenez, Morfeo, Esposito), gli eccessivi 14 euro spesi per la coppia in declino Simplicio-DiVaio, e per fortuna che rinuncia in extremis al colpo Raggi…
A ciò si aggiunga che la copertura del ruolo del portiere è lacunosa e prevedrà la convocazione di Filomena per accudire al portierato fino all’arrivo di Carrizo, i difensori schierabili (tolti morti, feriti e fuori rosa) sono pochini, e – udite udite – presenta in organico 12 riserve su 26 giocatori acquistati (per questioni di spazio vi risparmio la lista…).
Insomma, di motivi per rispedirlo di nuovo nella serie cadetta ce ne sarebbero a iosa, ma la redazione delle Fantaprevisioni ha visto nel Presidente degli occhi diversi, degli “occhi oculati”, più maturi, e si vuole sbilanciare come mai ha fatto in passato: si salverà. A fatica, ma si salverà. Come? Con la maturità.
… non posso mica far retrocedere sempre gli stessi ogni anno…


Voto: 5,5  Giudizio: maturità, t’avessi preso prima…



BLOUSON NOIR: si presenta nella sede del mercato tirato a lucido, con la classica “bava alla bocca” causata non dalla mancanza delle olive ascolane del Ciccio, ma dall’astinenza di successi, smanioso di dimostrare che il suo “orgoglio” non è venuto meno con il passare degli anni.
Si sa: il suo Presidente non è tipo da rimanere lontano dai trionfi per troppo tempo e questo aspetto, unitamente alla nota competenza ed ostinazione, lo pone (si accettano gesti scaramantici…) in pole position per l’assegnazione del titolo finale.
Pronti via, e la ri-conferma di Kakà (seppur a prezzo maggiorato) ed il recupero dell’infortunato Amauri già gli permettono di colmare il gap che aveva (almeno in termini di punti) con il Tubrust, tristemente orfano di capitan Totti.
Capisce l’importanza tattica del fantasista brasiliano nell’imbeccare le punte ed è disposto a riacquistarlo anche a cifre da capogiro, senza tuttavia depauperare il resto dell’organico.
Portiere d’acciaio, difesa solida, centrocampo di qualità, attacco prolifico di bomber stranieri, per di più allestito con un investimento complessivo di soli 12 euro: se non ci saranno gravi infortuni o inspiegabili black-out, e se il mister riuscirà ad amalgamare i 6 punteros provenienti da ogni parte del mondo, sembrano gli ingredienti giusti per riportare il tricolore nella capitale.
Ed anche i famosi acquisti a 5 centesimi, o come tutti li definiscono gli acquisti dell’una di notte (quando si comincia alle tre del pomeriggio), forniscono buone garanzie a completamento della rosa.
Insieme al ritrovato sguardo benevolo della Dea bendata, che tanto lo aveva supportato nella precedente gestione Orgoglio, ma che ultimamente lo aveva forse un po’ abbandonato, il suo acume tattico gli fornirà la spinta decisiva per tagliare il traguardo davanti agli altri, seppur non senza fatica, Antara permettendo.


Voto: 7,5  Giudizio: bisogna vincere, per la Curva Nord.



BOCA JUNIOR: la squadra costruita dall’unica Presidentessa della Lega è come sempre un po’ strana: ha indiscutibili potenzialità ma per certi versi è incompleta, come se le mancasse una lira per fare un milione, o se preferite un euro per fare un migliaio.
In realtà, lo scorso campionato le sono mancati una trentina di punti per raggiungere il penultimo posto, e non sono certo bazzecole, ma la musica ora è cambiata: ha messo da parte l’inutile volontà di competere in un improbabile derby con la trionfante Ortona del passato attraverso la sua Ortana, e adesso cercherà di imporsi “a passo di tango” con il suo Boca Junior (per dirla con le parole del Ciccio).
Come sempre alcuni aspetti del suo mercato piacciono agli addetti ai lavori: l’acquisto di Totti, la solidità difensiva (seppur a ben vedere i difensori certamente utilizzabili sono un po’ contati…) e l’ossatura di centrocampo DeRossi – Seedorf – Stankovic, che ne creano uno dei migliori reparti nevralgici della Lega, ma con cui tuttavia non aveva evitato sonore umiliazioni l’anno prima.
Proprio in questa zona del campo costruirà il suo campionato di metà classifica, visto che la sua posizione, grazie anche ad un non eccelso acume tattico, oscillerà tra il quinto ed il quinto posto (cioè arriverà quinta).
Ciò che appare inadeguato è il ruolo del portiere (è l’unica – insieme al Duca – a non aver ingaggiato il portiere di una grande, ed ormai è tardi anche per ripiegare sulla svincolata Filomena…) ed il reparto offensivo dove, evaporate le bolle di sapone estive di Lavezzi e Matri, rimarranno 3 belle statuette a far mostra di sé in panchina, con la targhetta dorata con su scritto Inzaghi, Cruz e Vucinic, per un totale di mezzo attaccante in tre (mi riferisco ad Inzaghi, perché gli altri due valgono praticamente zero).
La verità vera è che se quello del Tubrust è un attacco di scommesse (o se preferite di “fachirate”), il suo è un attacco di riserve, che la costringerà a schierare sovente la formazione ad una sola punta.
Peccato che “sei Mazzetti, non sei Spalletti”.


Voto: 6  Giudizio: uomo avvisato mezzo salvato.



GOLIA UNITED F.C.: dopo aver graziato il Duca, la redazione delle Fantaprevisioni in tutta onestà non se la sente di salvare anche l’altro suo bersaglio storico, da anni accreditato all’ultimo posto, anche quando (come nella passata stagione) la formazione condotta da Emiliano ha smentito i più funesti pronostici a suon di risultati.
Ma non sempre le ciambelle riescono col buco o, se preferite, non è sempre domenica.
In tutta onestà, assegnare al Golia non solo la retrocessione anticipata ma addirittura il ruolo di fanalino di coda a distanza siderale dal gruppone non sembra frutto di preconcetti o giudizi aprioristici, ma appare piuttosto lo specchio parlante di una compagine costruita con poche stelle e tanta mediocrità.
Il Presidente non sarà d’accordo, ma i problemi nascono già nella scelta del nome: sarebbe forse stato meglio retrocedere (come da Fantaprevisione del resto), cambiare nome, presentarsi ai nastri di partenza chiamandosi Davide e sperare di battere i giganti Golia del nostro Fantacampionato.
Ed invece niente, si va avanti con il nome Golia, e l’attacco che ne consegue è un attacco “da cani”, con l’umorale e strapagato Quagliarella a far da chioccia ad alcuni rincalzi che a fine stagione risulteranno totalmente impalpabili.
L’attenuante, non da poco, della rinuncia forzata a bomber Bianchi, vero artefice della salvezza dello scorso anno, non può bastare a giustificare tale pochezza offensiva.
E’ vero che il Golia può vantare nelle sue liste il miglior portiere del mondo ed alcuni centrocampisti di assoluto valore (Pirlo e Rosina su tutti), ma agli occhi degli addetti ai lavori risulta troppo importante il settore avanzato per poter sperare di salvarsi senza alcun candidato cannoniere.


Voto: 4  Giudizio: can che abbaia non morde.



ANTARA CLUB: si presenta nella sede montana del mercato con circa 40 giorni (non intendevo dire minuti, ma proprio giorni…) di anticipo rispetto alla data prefissata, e vive questa attesa come fosse in ritiro per preparare la partita della vita: alimentazione salutare, inusuali attività sportive, letture indirizzate alla conoscenza a tappeto di tutti gli organici della massima serie, telefonate tattiche a suoi amici procuratori per sondare lo stato di forma delle possibili conferme e soprattutto assoluta attenzione alle spese folli del Bar dell’Orso per avere le risorse finanziarie giuste da investire sul mercato.
E’ teso per il rientro in pista come un cavallo di razza, ma non lo dimostra, se non fosse per quel Magic Libro che aggiusta nervosamente più e più volte, neanche l’avesse pagato lui, o peggio neanche dovesse scalarlo dal budget a sua disposizione per il mercato.
Ma i risultati della sua concentrazione sono ben evidenti: riparte dalle ceneri del Borgorosso e, piuttosto che stravolgere acriticamente quanto fatto dal suo predecessore, ne eredita alcune giuste intuizioni andando a completare l’organico con una panchina di valore, che si rivelerà decisamente utile per far fronte ai numerosi impegni stagionali.
La strategia del “computerino” appare chiara: scegliere con attenzione le conferme (e qui, rispetto ad altri contendenti, non commette passi falsi), ricomprare i giocatori della vecchia gestione, ma ad una condizione, e cioè di pagarli un terzo di quanto speso 12 mesi fa dal Tamburrini, giusto per non smentire i tirchissimi precedenti del vecchio Antara Club, ad eccezione di Adriano, s’intende, per cui anche 4 euro risulterebbero un’enormità.
Così si spiegano gli acquisti di Vieira e Del Piero, e di un paio di difensori (Bellini e Chiellini) che non tradiranno la storica tradizione della banda dei –ini.
Pochissimi stranieri a sua disposizione, peraltro ormai italiani di adozione vista la lunga militanza nel nostro campionato, a dimostrazione che il Presidente “non cerca sogni, ma solide realtà” e poi, attenzione, sfido i lettori a trovare nella sua rosa elementi che possano non essere considerati titolari… (capito Duca???)
Insomma, tanta tradizione, ma anche qualche innovazione, visto che abbandona definitivamente Ferrara, Iuliano e qualche altra vecchia cariatide tipica del Borgorosso, per una squadra che contenderà il titolo al Blouson Noir fino alla fine, o meglio fino a quando non sarà costretto ad arrendersi alla maggiore esperienza e fame di vittorie del suo rivale. Ma come anno di reinserimento è comunque una grande stagione, peraltro impreziosita da grandi soddisfazioni in Champions League.


Voto: 7  Giudizio: chi ben comincia è a metà dell’opera.



ORTONA DEI MARSI: ai blocchi di partenza tutti concordi nel dire che il Presidente dell’Ortona, ex dominatore fantacalcistico, avra' vita dura nel confermare i fasti del recente passato, considerato che la sua Ortona dei Marsi, dopo essere stata smembrata dal progressivo addio di tutti i suoi campioni che tante soddisfazioni gli avevano dato negli anni addietro, si è trovata a fronteggiare un pericolosissimo incendio doloso che, avendo incenerito alcuni pollai e alveari a bordo campo, la costringerà a disputare i primi incontri stagionali sul campo neutro di Avezzano.
Forse annebbiato dalla recente vista dell’orso, trascorre la prima fase del mercato nel più assoluto torpore, non acquistando alcun giocatore (cioè alcun campione, visto che quelli vengono assegnati tutti nelle prime due ore di gioco) prima della pausa-pranzo.
Dopo essersi rifocillato con pecorino e caciocavallo abruzzese, rientra più determinato nella seconda fase e, ben sfruttando i giocatori rimasti liberi, riesce ad allestire una compagine tutto sommato discreta, ben lontana sia chiaro dall’ineguagliabile capolavoro di qualche anno fa, ma complessivamente non lontana da chi si contenderà il titolo.
Non essendo riuscito ad aggiudicarsi il suo stellone Kakà, ripiega sull’altro figliol prodigo Gilardino, nella speranza che possa uscire dal letargo come l’orso che si aggirava per le creste e che possa sopperire ai veri o presunti malanni di Ronaldo, e su altre scommesse (in particolare Miccoli e Cassano) che, al rientro in Italia, potrebbero oscillare dall’essere le sorprese del campionato al rivelarsi bufale colossali.
Certo, sempre meglio dei Frick e Stellone (quello del Torino, non quello di Kakà) dell’anno passato…
Il centrocampo, allestito un po’ al risparmio con 7 euro complessivi, appare privo di un nome di grido, dal momento che la bellezza di 40 euro complessivi (due terzi del capitale a disposizione) sono stati investiti sul settore d’attacco, dove la numerosità delle alternative – anche se tutte di passaporto italiano - è pari a quella dei filippini radunati a piazza Mancini la domenica pomeriggio.
Giusto per anticipare qualche Fantaprevisione di rito, già in sede di mercato si lascia andare a pronostici di difficile realizzazione, del tipo “Santana sarà la rivelazione del campionato” o “Borriello è il nuovo Bianchi” che, se rilette a fine stagione, potrebbero far inorridire.
Per rimanere in tema di previsioni, la sua stagione sarà buona ma ancora non vincente: terzo posto e tutti a casa, ma il nostro ex-campione sta tornando … ah dimenticavo (forse perché si disputerà a fine stagione), ma il recupero di Ronaldo nel finale di campionato gli permetterà di vincere la Coppa Italia.


Voto: 6,5  Giudizio: osare, credere, spavaldi di essere.



Ed ecco i risultati finali:
CAMPIONE D'ITALIA: BLOUSON NOIR
RETROCESSI: I MAMMURIANI – GOLIA UNITED F.C.
CHAMPIONS LEAGUE: ANTARA CLUB
COPPA ITALIA: ORTONA dei MARSI

STAGIONE 2006-2007

I MAMMURIANI: i due presidenti si scrutano con un ghigno interlocutorio, come per comprendere ciascuno le intenzioni dell'altro, uno dice A, l'altra dice B, confermano le difficoltà a trovare un FantaAccordo nei momenti cruciali del mercato: lui vuole i catanesi - e se ne aggiudica 3 - lei vuole i colored - e se ne aggiudica 3 - ma gli altri acquisti sembrano non soddisfare nessuno dei due. Ancora intontiti dalla sbornia della Champions, alla quale nè loro nè il Presidente dell'Antara (dalle cui ceneri sono nati) erano abituati, o forse troppo dipendenti da quel manualetto che pompa ad arte le doti di tutti i calciatori del globo (condito di strani algoritmi per convertire in serie A i gol realizzati nelle serie minori), costruiscono un organico da metà classifica che - a giudizio della FantaRedazione - appare meno competitivo di quello della scorsa stagione. Non rischieranno la serie cadetta, ma alcune scelte lasciano oggettivamente perplessi: confermare Toldo per poi acquistare Dida (anzichè J. Cesar), spendere circa 10 EUR per una difesa comunque parecchio risicata, acquistare ben 10 centrocampisti senza un nome che sia uno minimamente sopra le righe, credere che Iaquinta e Abbruscato facciano 25 gol in due.

Voto: 5.5: purtroppo sembra che per vincere il titolo uno dei due sia di troppo.


DINAMO TUBRUST: ha aspettato con pazienza che si concludesse il ciclo vincente dell'Ortona, con eleganza ha perfino rinunciato a disputare il mercato nelle Marche, forte e convinto che la Coppa Italia dello scorso anno è solo l'inizio e che ai blocchi di partenza della stagione 2006-07 la pole position è finalmente proprio la sua. Del resto, la sua crescita negli anni è stata costante e, dopo aver morso il freno in più di un'occasione, sembra aver capito che è proprio arrivato il suo momento (ora forse troverà anche le coppe ad un prezzo più ragionevole???). I 4 gradi respirati sotto il traforo del Gran Sasso lo rendono lucido e determinato e, rispetto alle ultime FantaEdizioni, tralascia inutili "fachirate" e curiose suonerie del cellulare (che tiene addirittura opportunamente spento) per allestire un organico di assoluto spessore, ricco di centrocampisti propensi al gol e con il miglior attacco della Lega, splendente per le prodezze dei vari Inzaghi, Totti e Lucarelli. Giusto per sottolineare che il FantaCampionato è comunque tutto da giocare (e non preventivamente assegnato come in passato) i contendenti potranno confidare in due elementi: la scarsa numerosità dei difensori titolari sul libro-paga e l'elevata età anagrafica del reparto offensivo, pieno di bomber navigati ma non del tutto integri fisicamente, tutti reduci da infortuni più o meno seri.

Voto: 7.5: è il suo momento; questa volta ci inviterà nelle Marche a pieno titolo, con spaghettata e olive ascolane annesse.


CELTIC NABJUR: si presenta all'appuntamento con il classico FantaRitardo, vestito ad immagine e somiglianza del Presidente del Tubrust ma, anzichè imitarne le gesta, allestisce la solita compagine mediocre. E' vero che le perdite rapprentate dallo scandalo di calciopoli rappresentano per lui ferite difficilmente rimarginabili (vedi Camoranesi, Trezeguet e Tavano), però la difesa è molto molto risicata, rischiando di non raggiungere il quorum quando Samuel e Grosso (peraltro acquistati spendendo la bellezza di 5 EUR complessivi) non avranno l'atteso spazio da titolari. E centrocampo ed attacco sembrano costruiti senza tener in minima considerazione alcuni fattori che tutti conoscono e che alla lunga peseranno: Fiore e Liverani sono in netta involuzione (fino a quando saranno titolari?), Cambiasso è out per mesi, Flachi rischia una squalifica di 5 mesi per la storia delle scommesse e Caracciolo giocherà solo in coppa uefa. OK, il campionato quest'anno è equilibrato come non mai, ma alla fine della FantaFiera bisognerà pur trovare qualcuno a cui far cambiare nome, ed allora come non pensare al Celtic, indubbiamente indebolito rispetto al campionato di centroclassifica dello scorso anno?

Voto: 5: le solite scuse non potranno giustificare l'ennesimo fallimento.


BLOUSON NOIR: ragazzi e lettori tutti, mettevelo in testa una volta per tutte: l'ex Presidente dell'Orgoglio non è tipo da "ciccare" più di una stagione consecutiva. Come con la Juventus - a meno che non sia in serie B - per vincere lo scudetto tutti devono fare sempre i conti con lui e, messe da parte le distrazioni sentimentali dello scorso Fantamercato, esce di casa (o entra in casa, se preferite) con le idee chiare e con la convinzione di ricostruire quell'organico che tanto aveva vinto prima del fantastico ciclo-Ortona. Se è vero - come è vero - che anche negli anni in cui la sua rosa non era galattica riusciva sempre ad estrarre il coniglio dal cilindro, figuriamoci cosa potrebbe realizzare avendo scelto un Fantanome così aggressivo e soprattutto avendo infarcito la propria formazione di elementi del calibro di J. Cesar tra i pali, Kakà in mezzo al campo (per giunta quest'anno anche rigorista ...) ed un attacco di tutto rispetto con 6 bocche da fuoco alternative e tutte affidabili tra le quali dovrà "solo" scegliere. La difesa non è quella delle grandi occasioni, tanti rincalzi a parametro zero (o quasi) per un investimento totale di circa 3 EUR che non è proprio da capogiro, ma non si può avere tutto dalla Fantavita. Il parere della Redazione è che, nel primo anno di ricostruzione, non porterà a casa il tricolore, ma si toglierà grosse soddisfazioni nelle coppe con il suo modulo spregiudicato e votato all'attacco.

Voto: 7: ha recuperato il ruolo che gli compete, è rientrato in pista: eccome!


ORTANA: si salva in extremis da una retrocessione annunciata mantenendo, grazie ad una differenza reti favorevole, il terzultimo posto e - udite udite - la conferma di Tonetto. A conti fatti allestisce un buon collettivo con un centrocampo di valore (ma questo lo aveva anche lo scorso anno, comunque molto negativo ...) ed un attacco impreziosito da alcuni acquisti interessanti. Rispetto all'infruttuosa tirchieria del passato, l'ormai definitiva lontananza del Presidente dell'Antara la rende più attiva, meno pachidermica nelle pensate e addirittura vogliosa di realizzare qualche colpo: e Di Natale e Oliveira ne sono la concreta dimostrazione. Acquisti purtroppo rovinati dall'increscioso episodio riguardante l'acquisto di Terlizzi, giocatore già di per sè mediocre, per giunta infortunato per altri otto mesi, con l'aggravante della sterile polemica inscenata con il Presidente del Borgorossso. Proprio Oliveira, unitamente a Ibrahimovic, rendono il rendimento dell'attacco - e quindi la posizione che si determinerà in classifica - molto incerta da prevedere: se i due "presunti" campioni si dimostreranno tali, potrà scalare posizioni invidiabili; ma se Ibra si allineerà alle prestazioni dell'ultima stagione e Oliveira si rivelerà un mezzo giocatore, il rendimento complessivo non si discosterà poi di molto da quello di un anno fà. La FantaRedazione si sbilancia ad indicare una posizione di media classifica, più tranquilla del recente passato, ma senza particolari acuti; magari qualche moderata soddisfazione nelle coppe.

Voto: 6: buon centrocampo, ma troppe incognite per emergere.


GOLIA UNITED F.C.: arriva al mercato con 90 minuti di anticipo rispetto al fischio d'inizio, orgoglioso del nuovo nome dedicato al suo cane e speranzoso di evitare quantomeno la partenza di capitan Volpi, se non addirittura la retrocessione in serie B, e di riscrivere alcune regole della FantaCostituzione (modificatori per l'attacco, fattore campo da +2 a +3), ma fallisce subito in tutti i suoi intenti iniziali, impattando contro l'implacabile norma della differenza reti nel primo caso e contro votazioni conservatrici nel secondo. Nel livellamento generale di un FantaCampionato senza squadre schiacciasassi, si avvicina senza dubbio alle posizioni di vertice, ma la strada da percorrere è lunga, lunghissima e, malgrado la sua positiva ostinazione (molti Presidenti negli anni hanno mollato con risultati decisamente migliori), non riuscirà ad evitare l'ennesima retrocessione ed un altro cambiamento di FantaNome, seppur questa volta uscendo dalla battaglia a testa alta. Nello specifico la difesa appare il reparto più fornito (anche se economicamente dispendioso: oggettivamente troppi i 16 EUR spesi per il reparto arretrato), il centrocampo è anonimo (dipendendo solo dalla qualità di Rosina e dalle incursioni di Perrotta) e l'attacco appare scarno e privo di un solo giocatore in grado di fare davvero la differenza in un torneo così equilibrato, tra gli sbalzi umorali di Di Michele, il recupero dell'infortunato Vucinic e le cartucce già anticipatamente sparate da Bianchi.

Voto: 5: retrocederà, ma questa volta non tra i fischi generali.


BORGOROSSO F.C.: dopo aver rimandato varie sedute di mercato per cause di forza maggiore, si presenta all'appuntamento voglioso di sottolineare al Presidente del Tubrust la bontà dei suoi investimenti/conferme e talvolta non senza le sue buone ragioni. Forte di 3 portieri titolari a 5 cents, ha le risorse per acquistare grandi campioni a centrocampo e in attacco, e non si fa pregare aggiudicandosi fin dalle prime battute del mercato le prestazioni di Pirlo, Crespo e Adriano. Se però non ci si fa abbagliare dai grandi nomi e dai loro titoli, emerge che i gol che produrranno Pirlo e Vieira non valgono i quasi 20 EUR spesi, che il centrocampo titolare (Gattuso, Vieira, Pirlo e Barone) è di valore ma troppo imbottito di incontristi e troppo reduce dalla logorante finale di Berlino e che Adriano è un punto interrogativo grosso così, con alta probabilità di litigare con tutti e partire a gennaio per chissà dove. In difesa non c'è Ferrara - e questo si sapeva - ma l'acquisto di un solo giocatore in -ini (lo stagionato Stovini, acquistato con lo slogan "se dopo 2 partite il Catania è l'unica squadra a non aver subito gol ci sarà un motivo...") non è da lui: per puntare al titolo avrebbe dovuto aggiungere in rosa elementi tipo Agostini e Franceschini per continuare seriamente la tradizione dei ...ini, anzichè affidare la baracca a quel vecchio cadavere di Iuliano. Fluttuerà nella colonna sinistra della classifica, ma senza inserirsi davvero nella lotta tricolore; magari potrà lottare per qualche portaombrelli.

Voto: 6.5: un buon organico, ma manca ancora il salto di qualità.


ORTONA DEI MARSI: assoluto dominatore di tutte le competizioni delle passate 4 stagioni, al termine delle quali ha conquistato 3 scudetti e 3 edizioni di Champions League, eterna stella di ogni trascorso mercato, questa volta tradisce le attese rinunciando ai campioni che gli avevano garantito straordinari successi (Kakà e Gilardino su tutti) e puntando su troppi giocatori di seconda se non di terza fascia. Si sapeva che il ciclo d'oro sarebbe inesorabilmente finito e che il vantaggio nei confronti degli inseguitori si sarebbe necessariamente assottigliato, ma con questa condotta abulica ha perso quota di brutto, in particolare nel reparto offensivo, dove neanche su Marte potrà schierare più di due punte. E' vero che ha ancora alcune frecce incendiarie al suo arco e che il centrocampo è discreto (con qualche interessante scommessa, tipo Gasbarroni, Cordova o Gourcuff), ma Toni non ripeterà certamente l'ultima stagione faraonica, e anche Simplicio e Bogdani forse non ribadiranno i recenti exploit. Un solo FantaAcquisto di valore (Mancini) a fronte di un attacco veramente scarno (è impensabile sostituire Gilardino con Paolucci!) lo faranno galleggiare a metà classifica, nell'anonimato, obbligandolo a buttare un occhio più verso il basso (posizione alla quale peraltro non è minimamente abituato) che verso i quertieri alti della classifica.

Voto: 5.5: occhio a non fare la finaccia dell'Orgoglio ...

Conclusioni:
CAMPIONATO: DINAMO TUBRUST
RETROCESSI: CELTIC NABIJUR - GOLIA UTD
CHAMPIONS LEAGUE: BLOUSONS NOIR 
COPPA ITALIA: BORGOROSSO

 

STAGIONE 2005-2006

I MAMMURIANI: i due presidenti, reduci da una annunciata retrocessione al loro esordio in Serie A, cominciano in totale disaccordo già sul nome della squadra, che passa da un improbabile "Mammuriimaomà" ad un più comprensibile "I Mammuriani". Chi ben comincia ... Trascorrono il mercato - questa volta almeno sono presenti fino alla fine della sessione - bocciando a turno gli acquisti proposti dall'altro, un pò  come faceva l'ormai estinto presidente del Ghibboro di fronte agli acquisti del Celtic. L'uno insegue con ossessionante ostinazione tutti i giocatori del Palermo, centrandone solo 2 e dovendo poi ripiegare su quelli del Chievo; l'altra andando alla ricerca di negroni superdotati nella speranza di avere quest'anno una squadra più maschia, e rimanendo comunque infuriata per il mancato acquisto di Dida.Quello che ne esce è comunque una miscela discreta, in particolare nel suo tridente Iaquinta, Di Natale, Caracciolo e, considerato che hanno dovuto rifondare in 2 anni una formazione partendo dalle macerie dell'Antara, il prodotto finale è competitivo.
Il consiglio tattico: credere allo schema offensivo a 3 punte.
 


DINAMO TUBRUST: per il secondo anno consecutivo non si perde in "fachirate",concentrato com'è a far ascoltare agli avversari le curiose suonerie del suo cellulare.Forse stordito dal lungo viaggio e timoroso per il ritorno notturno, ancora una volta sembra troppo roma-dipendente, arrivando a spendere più della metà del budget a disposizione (circa 33 EUR) per acquistare giocatori giallozozzi, soprattutto in porta e in attacco dove la stagione in penombra di Totti (17.5 EUR ?!?) e Montella lo farà soffrire. E non poco, soprattutto se si legge attentamente chi sono le alternative (tremende ...). Rispetto al passato acquisisce però una maggiore sapienza tattica a centrocampo grazie all'innesto di elementi di qualità come Corini, Pirlo e Morfeo, oltre alla conferma del redivivo Cozza.Per quest'anno - come il lettore capirà più avanti - "non c'è trippa pe' gatti" ma il prossimo anno, quando l'Ortona perderà a parametro zero campioni del calibro di Kakà e Gilardino, se vorrà vincere dovrà farsi trovare più sveglio e reattivo, anche se ancora per un anno il mercato non si farà certamente nelle Marche, rimanendo la sua bacheca tristemente vuota di trofei.
Il consiglio tattico: 3-5-2 tutta la vita.
 


CELTIC NABJUR: pronti, via, e ha già speso più degli altri, con la conferma di Mutu e l'acquisto di Pizarro (13 EUR complessivi) assolutamente inopportuni per una squadra che dovrà lottare per la salvezza con il coltello tra i denti. In queste condizioni anche spendere quasi 9 EUR per i portieri, avendo da gennaio il solo Antonioli a disposizione, appare eccessivo.Ma il presidente sa quale sarà il suo campionato, ed infatti si preoccupa di proporre l'introduzione dei playout, piuttosto che pensare ad irrobustire centrocampo e attacco con rinforzi di spessore. Solo un giocatore per
reparto sembra all'altezza della Serie A (Nesta, Camoranesi, Trezeguet), ed infatti non riuscirà a difenderla per il secondo anno consecutivo, a meno che Trezeguet non realizzi 40 gol da solo.Raggiunge il massimo della mediocrità a chiusura mercato quando afferma: "Se l'Ortona rivince anche quest'anno smetto per manifesta inferiorità". Questa triste affermazione evidenzia comunque un passo in avanti rispetto al recente passato: ora ha finalmente compreso che il segreto del successo non è da ricercarsi nel dilemma fortuna/sfortuna ma piuttosto in quello superiorità/inferiorità, ma averlo capito a fine mercato non gli impedirà di chiudere la stagione tra gli ultimi 2.
Il consiglio tattico: giocare con una punta non sarà una scelta, ma un'emergenza.
 


ORGOGLIO CAPITOLINO: la squadra anche quest'anno sembra incompleta, ma il nostro presidente ci ha insegnato più volte che riesce sempre ad essere competitivo, ad estrarre il coniglio dal cilindro, anche quando in partenza non dispone certo di una formazione schiacciasassi. Vedrete che anche in questa stagione il suo acume gli consentirà di superare tante squadre sulla carta peggiori della sua ma, se osserviamo la compagine reparto per reparto,i limiti sono evidenti: in porta un punto interrogativo grosso così, con Campagnolo titolare almeno fino a gennaio, una difesa appena appena sufficiente nonostante abbia speso quasi 9 EUR per la coppia Zambrotta-Thuram, un centrocampo davvero asfittico e a corto di idee se a condurlo saranno Sammarco e Firmani, ed un attacco "Shevchenko, e poi???". Neanche i consueti acquisti dell'una di notte a 5 centesimi, che qualche anno fa prendevano in contropiede gli assonnati antagonisti, sembrano poter risollevare la baracca.
Il consiglio tattico: cambiare le regole proponendo di giocare in 8 anzichè in 11, con un buon 3-2-2.
 


ORTANA: si presenta ai ranghi di partenza con un ottimo settore difensivo composto da veri giganti indissolubili (Stam, Samuel e Tudor su tutti), che garantiranno solidità al reparto; anche il centrocampo appare abbastanza buono, seppur troppo dipendente dall'umore e dall'incostanza di Figo e Cesar, che rappresenteranno croce e delizia di Orte; in attacco, invece,dopo aver prolungato il contratto alle sue stelle offensive Ibra e Bojinov,le circonda di una serie di comprimari praticamente acquistati a parametro zero, nella speranza di mettere insieme un totale di una quindicina di presenze in 5.Ancora una volta tratta tutti i giocatori che transitano sul mercato battendo poi la ritirata, dopo una pensata pachidermica, al minimo rialzo nel prezzo; si mostra permeata di un'eccessiva quanto infruttuosa tirchieria, pienamente ereditata dalla filosofia dell'ormai decaduto presidente dell'Antara: onestamente non si capisce perchè sia più conveniente risparmiare 6 EUR alla fine del mercato piuttosto che acquistare un attaccante di peso che può fare la differenza. A conti fatti fluttuerà comunque tra i primi posti, senza tuttavia ottenere i risultati dell'ultima stagione.
Il consiglio tattico: classico 4-4-2 se ci saranno attaccanti di scorta da portare in panchina
 


B-ZONA: non va! tutto da rifare! (come direbbe il buon Piccinini ...) Inizia la sua performance con due errori che, a giudizio della redazione, sono assolutamente macroscopici: quello di scegliere un nome così sfigato per sperare in una stagione dignitosa e quello di confermare Nedved a quasi 17 EUR, con l'evidente conseguenza di partire terribilmente ad handicap nella ricostruzione di una squadra che dovrà battersi per la permanenza nella massima serie (vedi Celtic n.d.r.). Ne consegue un centrocampo povero di alternative con il ceco che, tra Giampà e Palombo, sarà costretto a cantare e a portare la croce, ed un attacco che sulla carta è decisamente il peggiore della lega, privo com'è di stelle e piuttosto carico altresì di giocatori ormai in fase di declino (Chiesa e Corradi in primis).Appare decisamente improbabile evitare che anche la Bizona - come già il Porkemon lo scorso anno - sparisca a fine campionato,accompagnando mestamente il Celtic negli abissi della retrocessione. Mollerà anche lui?Chissà.
Il consiglio tattico: è troppo tardi per darne qualcuno.
 


BORGOROSSO F.C.: ottimo tra i pali, dove acquista il più produttivo portiere disponibile sul mercato, e in attacco, dove brillano nel firmamento dei bomber le stelle di Adriano, Flachi ed Esposito, confermati dalla precedente stagione, che comunque non gli aveva fruttato un granchè.In difesa Agostini e Franceschini ereditano la tradizione dei ...ini,facendo compagnia all'intramontabile Stovini, ma la sensazione è che dietro anche l'innesto di un rispolverato Ferrara farebbe comodo, eccome, in un reparto composto da elementi acquistati a 0.Il centrocampo infine sembra tosto, compatto, austero nei centrali, ma un pò privo di fantasia e di fosforo per ambire alle primissime posizioni. Si posizionerà nel limbo delle squadre che aspirano al vertice ma che saranno continuamente attanagliate dal loro "vorrei ma non posso"; magari, sospinta dalla furia di Adriano, si toglierà qualche soddisfazione nelle coppe. Il suo momento verrà, ma è ancora presto.
Il consiglio tattico: 3-4-3 tosto e compatto, ma poco "fantacalcistico".
 


ORTONA DEI MARSI: assoluto dominatore di tutte le competizioni della passata stagione,eterna stella di ogni mercato, tra conferme e nuovi acquisti si presenta ai blocchi con addirittura 17 giocatori su 27 che già possedeva negli ultimi tre straordinari campionati (questa sì che è continuità!!!), al termine dei quali ha conquistato 2 scudetti e tutte e 3 le edizioni di Champions League.Ancora una volta è destinato a dominare la scena del campionato e delle coppe con tre portieri di assoluto valore, una difesa più forte di quella dello scorso anno, un centrocampo di qualità votato al gol in cui Fiore sostituirà più che degnamente Pirlo al fianco di Kakà, ed un attacco da 60 gol guidato da Toni in cui, per compensare la possibile annataccia di Gilardino, è stato acquistato Makinwa. Punti deboli? Nessuno.Se anche fosse esistito qualche dubbio sull'esito finale, dopo la dichiarazione del presidente del Celtic: "Se l'Ortona rivince anche quest'anno smetto per manifesta inferiorità", la redazione è certa che tutti i contendenti lasceranno un'autostrada libera all'Ortona pur di liberarsi di questo fardello.
Il consiglio tattico: perdere qualche partita a tavolino per rendere più interessante la stagione.
 


Per i fantaprevisori, ecco i risultati finali:
CAMPIONE D'ITALIA: ORTONA DEI MARSI
RETROCESSI: CELTIC - B-ZONA
CHAMPIONS LEAGUE: ORTONA DEI MARSI
COPPA ITALIA: BORGOROSSO

STAGIONE 2004-2005

A.S. CASSATA:eredita una squadra appena retrocessa partendo con poche conferme,affronta un cambiamento di gestione partecipando solo alla prima metà del mercato, insegue con ossessionante ostinazione tutti i giocatori di Palermo e Messina ed è poi costretto a riparare con una serie di acquisti "scarti".Considerate tutte le attenuanti del caso, piazza anche qualche buon colpo,soprattutto a centrocampo. Non vincerà, ma come stagione di transizione cipuò stare. PROMETTENTE.
Il consiglio del consulente: giocare ad una punta vista l'assoluta penuria di bomber.
 


S.S. GHIBBORO: come già accaduto lo scorso anno trascorre la prima metà del mercato tra pizza e patatine in un'inspiegabile attendismo fatto solo di commenti sugli altrui acquisti. Poi si sveglia quando nessuno se lo aspetterebbe e riesce ad allestire una rosa discreta, con la quale dovrebbe raggiungere ancora una volta l'agognata salvezza. Più produttivo che in passato, realizza anche il sogno di riportare Zampagna in Umbria, ma alla fine non dovrà appellarsi alla sfortuna per spiegare la prolungata assenza di trofei in bacheca. DISCIPLINATO.
Il consiglio del consulente: eleggere Montolivo al ruolo di indiscusso capitano.
 


DINAMO TUBRUST: la paternità lo rende più propenso del passato a curare la fase difensiva piuttosto che puntare alle sue note "fachirate" tipo Gheddafi,come se avesse timore di subire nuovi imprevisti. Tra portieri e difensori sembra la compagine meno perforabile del torneo, e se in Italia primo conta non prenderle è già a metà dell'opera. Un'analisi più approfondita denota però una preoccupante mancanza di fosforo a centrocampo ed un attacco un pò Roma(minuscolo)-dipendente. ARCIGNO.
Il consiglio del consulente: clonare Cassano anche se è brutto come la morte.
 


CELTIC NABJUR: nonostante il cambiamento societario, l'ex Presidente dell'Atletico Macedonia continua la sua strategia delle spese folli, dilapidando più della metà del patrimonio tra Pelizzoli e Trezeguet (l'impressione è che per confermare il portiere abbia speso troppo ...). E' logico poi che negli altri reparti appaia numericamente un pò scoperto, in particolare a centrocampo dove i titolari sono non più di 4-5. SQUILIBRATO.
Il consiglio del consulente: tagliare Pelizzoli ed acquistare 5 titolari.
 


ORGOGLIO CAPITOLINO: il Presidente che tanto ci ha fatto sognare per il suo modo di allestire sempre squadre vincenti conferma la fase calante già avviata con l'ultimo mercato di riparazione (ricordate Bojinov a 7 Euro?) che gli stava compromettendo il raggiungimento dell'ultimo scudetto. Una volta confermata la base di partenza, mostra di essere a corto di idee; la chiara conseguenza è un portiere inadeguato, una difesa mediocre, un centrocampo privo dei necessari ricambi ed un attacco di pensionati troppo sheva-dipendente. (che fa rima con DELUDENTE). Stavolta rischia ... e di brutto.
Il consiglio del consulente: pregare la Madonna Nera del Monte Tranquillo sull'esplosione di Inzaghi o Portillo.
 


ORTANA: il suo trend sembra decisamente crescente; dopo qualche stagione passata all'insegna di un'eccessiva quanto infruttuosa tirchieria, beneficia dell'uscita di Daniele e del suo influsso negativo ed apre il portafoglio costruendo una formazione completa in tutti i reparti. Il centrocampo appare tuttavia troppo muscolare, abile nell'interdizione ma poco propenso al gol e l'attacco buono ma troppo leggerino. COMPETITIVA.
Il consiglio del consulente: regalare un paio di trampoli ai vari Di Michele, Di Natale, Miccoli e Bojinov con l'obiettivo di fare un gol di testa.
 


GALLAWAY F.C.: si presenta con il nome più impronunciabile del circuito, che sarà certamente storpiato fino alla prossima retrocessione. Molto bene in difesa,potendo avvalersi della spinta dei più affidabili ed esperti fluidificanti del campionato. Il fatto di averli pagati tantino rende assolutamente insufficiente il centrocampo, che manca addirittura degli elementi titolari,al punto da suggerire l'inserimento di Blasi (intendo Cesare ...) nel settore nevralgico del campo. SOFFERENTE.
Il consiglio del consulente: giocare sempre con 3 punte, se ci riesce.
 


PORKEMON: rasenta/raggiunge la sufficienza stiracchiata, vivacchia attorno al 6 politico, galleggia nell'anonimato, rimane senza infamia e senza lode,dice e non dice, compra e non compra, fa e non fa. L'impressione è sempre che potrebbe dare di più; forse potrebbe riuscirci acquistando Morandi,Tozzi e Ruggeri dalla nazionale cantanti, ma il mal di macchina conseguente alle tante curve affrontate nel viaggio di andata lo attanaglia. Rischierà.MOSCIO.
Il consiglio del consulente: è troppo tardi per darne qualcuno.
 


BORGOROSSO F.C.: si conferma, e non è certo la prima volta, uno dei più acuti Presidenti del mercato, acquistando il fenomeno dei fenomeni (Adriano) senza tuttavia deperire gli altri reparti dell'organico. Nonostante debba abbandonare la seduta prima del termine, porta a casa "scarti" che non depauperano il tasso tecnico della squadra, realizzando così una compagine adatta ad affrontare tutte le competizioni in cui sarà impegnata. Prima o poi sarà il suo momento. TENACE.
Il consiglio del consulente: acquistare meno difensori che finiscono in -ini (meglio non fare rima con Tamburrini).
 


ORTONA DEI MARSI: vera stella del mercato, destinata a dominare la scena del campionato e delle coppe, a vincere il suo ottavo, nono e decimo trofeo a punteggio pieno o quasi. Tre portieri di assoluto valore, difesa più che affidabile, centrocampo del Milan-galattico corredato da comprimari propensi al gol, attacco al fulmicotone con 3 centravanti italiani almeno da 60 gol a campionato. Punti deboli? Nessuno. GALATTICO.
Il consiglio del consulente: prendere spunto dai Presidenti di Cassata e Borgorosso assentandosi per tutto il mercato al fine di rendere la stagione più equilibrata.