Nome:

DANIELE LANZELLOTTI



FANTASQUADRA:

ANTARA CLUB



età:

45



Occupazione:

responsabile delle ricariche tim vendute alla cassa dei supermercati



Squadra tifata:

A.S. ROMA

Da quanti anni giochi a fantacalcio e come lo hai scoperto?

La versione “ufficiale” ho iniziato a giocarla nel 1996 in questa lega (e nel 1998 ne ho iniziata un’altra parallela), però già nel 1990, e per 6 anni, ho giocato ad una versione con giocatori di serie B e di campionati esteri.

Descriviti come fanta-allenatore

Classico, alieno alle “fachirate”, ho sempre costruito squadre solide, basate su giocatori titolari nelle proprie squadre di club ed equilibrate tra i reparti. In attacco prediligo le punte centrali, i cosiddetti “stampelloni”.

Tifi di più per la tua squadra o per la tua fantasquadra?

Se vedo la partita tifo per la mia squadra, e non mi importa se segna un giocatore che mi gioca contro, ma ciò non toglie che c’è sempre un occhio, o un orecchio, vigile sui risultati e i marcatori degli altri incontri.

Quanto è importante per te il fantacalcio e quanto tempo dedichi ad esso durante la settimana?

Ha la giusta importanza che viene data a un hobby, che in questo caso è legato ad una passione, quella per il calcio. La formazione viene “quagliata” in una ventina di minuti il sabato, ma inizio a pensarci già il giovedì. Poi il lunedì in tarda mattinata un altro quarto d’ora per i conti...

Fai un nome nella tua esperienza fantacalcistica

Il giocatore più amato:

Kenneth Andersson, il centravanti meno prolifico della storia



La tua migliore scoperta:

innumerevoli, da vero talent scout. Ricordiamo Mancini comprato da difensore (una della tante “toppe” della Gazza), Cavani e Cuadrado acquistati a soli 5 cent, e Hamsik all’esordio in serie A



Il pacco peggiore acquistato:

Batistuta, l’anno successivo allo scudetto con la Roma, un pacco di soldi per soli 6 gol e Gomez al primo anno di serie A, comprato e subito infortunato per l’intera stagione.



Il maggior rimpianto

Sanchez, tirato fino all’ultimo all’asta, ma che alla luce dei fatti avrebbe meritato uno sforzo supplementare



Descrivi in poche parole i tuoi avversari

Fabio Balbi:

innovatore, dotato di intuizioni originali anche se a volte poco condivisibili



Fabio Del Duca:

ironico, gli manca sempre il fatidico centesimo per fare l’euro



Emiliano Benvenuti:

lotitiano, impossibile fare le nozze coi fichi secchi



Cesare Blasi

competente, suo malgrado si lascia fuorviare dalla fede laziale



Vittoria Mazzetti:

estemporanea, piazza con la stessa disinvoltura il grande colpo e la bestialità tattica



Matteo Salvi:

intenditore ma spaesato



Stefano Scavalli:

convinzioni ferree e spavalderia, rimedia con la tattica agli scivoloni sul mercato